La Belle Ferronnière

La Belle Ferronnière

16 Aprile 2023 0 Di Lidano Grassucci

Come nasce una passione? Si chiese l’uomo davanti ad un quadro gentile, davanti alle proporzioni perfette di una donna.

Girava per un museo che profumava di museo, in una città che profumava di ragione, di rivoluzione. Io pieno di superstizione, di memoria, di passato che schiaccia. Ma sapete la memoria ti rintorta la storia e nella città dei lumi trovi, ritrovi, la tua superstizione, in un quadro e non guardi più ferro e bulloni nella loro mostruosa dimensione, miracolo di ingegno, ma la dama miracolo del talento.

Chissà dove guardava, ma ebbe il sospetto che guardasse lui. Il sospetto bellissimo e terribile nel medesimo tempo, quando la purezza ti guarda, ti si presenta innanzi spavalda e perdi lo scudo della lungimiranza.

Lei guardava con occhi vivissimi e lo guardava, lo riguardava che lui si girò per vedere se era lui l’oggetto, no, meglio il soggetto di questo incontro. Lo guardava, occhi di terre fertili, occhi di luce che indugiava.

Era elegante, era dipinta così come si fa con il gioco tecnico delle proporzioni per fare l’unicità umana delle emozioni. Lei era lì, dicono che il pittore sia stato un genio, lui sentiva che era semplicemente la parola cercata, la bellezza straordinaria che ciascuno sente anche se è assente. Lui era un genio, lei era una dama. Lui stupì il mondo per sempre, lei si fece guardare guardando.

E il quadro parve parlare, all’inizio fu disastro. Lei era istante, odiosa nella sua bellezza, poi lo intenerì nella sua interezza, fino a diventare metro di ogni bellezza. Era pudica, era impudica: due forze in un unico anelito.

Lui si difese cercando la tecnica del pennello, cercando committente e commissione, ma si fermo davanti alla rivelazione. Era eleganza pura, e lui seguì lo sguardo che lo seguiva. Ad un ragazzo che era in sala chiese: perché guarda così? Rispose: proporzioni di sensazioni.

Non si sentì in sintonia su quella verità: avrebbe detto invece è dichiarazione d’amore, ma per il ragazzo era un quadro, per lui era lei.

Si inchinò.

 

Belle Ferronnière (Leonardo da Vinci, 1482-1500) Musée du Louvre di Parigi