Concorso internazionale di fotografia: l’Infinito di Ghirri tra il viaggio dell’atlante e i ricordi dell’album
16 Aprile 2023Debbo andare, sono stanco tanto. Non ho l’età ormai per seguire me stesso. Sono stato a Priverno in Comune ospite di Carlo Picone per presentare un suo libro di poesie dialettali. Amo le mie radici, la lingua dei miei affetti, la lingua dei miei nonni che se sono così è tutta colpa loro, nonno per prima. Ma debbo andare, sono le 21, teatro Oxer secondo appuntamento del concorso internazionale di fotografia città di Latina, ci abbiamo lavorato tanto e ora si fa. Debbo andare, proiettano il film “Infinito” di Luigi Ghirri. Lui è un maestro della foto, un maestro della fotografia italiana.
Penso… non ci sarà nessuno, poi io che posso mai dire. La fotografia? Mi viene in mente la foto di mio nonno Lidano che il fotografo sbagliò qualcosa e gli venne senza orecchio, altra foto non c’era e si decise di ritoccare l’orecchio con un lapis, è la foto che sta sulla sua tomba. In una scena del film la moglie dello stampatore ritocca con una delicatezza da ricamatrice una foto e io recupero questo ricordo.
La voce narrante, Stefano Accorsi, parla di due libri: un album e un atlante, il primo per i ricordi il secondo per i viaggi. La scena è di una mano di donna che sfoglia un album spostando la carta velina che “difende” la foto dalla carta, e l’atalante è aperto sulla carta dell’equatore tra Africa e l’America Latina.
Ma sono andato avanti col racconto, dovevo ancora entrare al cinema e vi sto raccontando il film, mi scuserete. Sono convinto non ci sarà nessuno, siamo ospiti del cinema Oxer di Gianluca Calcagnini . Entro, vedo una sala lunga, lunga c’è tanta gente. Dio mio, tanta gente. La ragazza all’ingresso mi chiede “si è prenotato?”, io le vorrei dire “guardi non fa nulla vado via”. Esce Marianna Lanza che ha organizzato tutto e “apposto tra poco vai”.
Questo concorso, il giorno prima alla inaugurazione era pieno il museo Cambellotti, ora qui tanta gente. Marianna “Stamattina al museo a vedere la mostra ci sono andate 30 persone e pioveva”. Ricordo di aver fatto lo scientifico e faccio di conto 200 all’inaugurazione, 30 stamane, 150 ora al film. Insomma.
Mi danno fastidio quelli che parlano prima o dopo il film, ho simpatia per quelli che commentano mentre, e quindi mi lancio in saluti, sa sabato sera combattendo anche un poco con i microfoni.
E riecco il film.
La provincia non si sa raccontare dice Stefano Accorsi, quanto è vero. La provincia ha pudore, scorrono fotografie bellissime della Pianura Padana con case abbandonate a cui Ghirri dona le rughe e i bambini sono i nipoti di quei nonni di mattoni. Il cielo poi, quando vai nel mondo (quando usi l’Atlante e non l’album) il cielo che è sempre diverso diventa il tetto della tua casa, il cielo è come la casa della chiocciola. Così entro dentro un mondo di immagini, Ghirri alla figlia risponde alla domanda, papà che fai? Vado a prendere il cielo.
Vedete non esiste la foto, neanche la poesia, non esiste il tempo, esiste la vita. Gli spettatori sono fermi, rapiti in una magia difficile. Le cose sono belle per ciascuno di noi se tra le cose del racconto, dell’immagine ci troviamo briciole di noi. Quella mano che ritoccava la foto con amore e l’orecchio di mio nonno. Il film e’ finito mi gonfio un poco il petto nella vanità propria del tacchino. Saluto Alfredo Loffredo l’ideatore del concorso, Sandro Catani che ha allestito la mostra, Anna De Donato che è l’anima attenta della manifestazione e Marianna Lanza … Forse abbiamo fatto una piccola cosa, ma che meraviglia la prima lucciola.

INFINITO. L’UNIVERSO DI LUIGI GHIRRI
Regia di Matteo Parisi


