Candidati sindaci… facciamo un monumento gigante al Viagra a San Michele come le iperpanchine di Bangle 

Candidati sindaci… facciamo un monumento gigante al Viagra a San Michele come le iperpanchine di Bangle 

19 Aprile 2023 1 Di Lidano Grassucci
Ma chi potrebbe mai interessarsi ad una campagna elettorale imbastita sulle sorti Massimiliano Colazingari,  sui destini di Enzo De Amicis o sugli approdi di Patrizia Fanti?
Sarebbe ben poca cosa e sicuramente di alcun interesse. Ma se invece i nostri amici Damiano e Matilde proponessero qualcosa di innovativo?
Non certo una nuova strada, non certo le solite infrastrutture di un ospedale nuovo o un carcere lavato con Perlana, ma qualcosa di diverso, di completamente nuovo, di sconvolgente, di grosso, qualcosa che ci facesse entrare nel novero delle grandi cose del mondo. A Bruxelles capitale d’Europa hanno un bimbo che fa pipì, il Manneken Pis sta li dal 1600. Ma le cupole che abbiamo messo sulle nostre chiese ma no sono “ricordi” della fecondità di Giunone, e le cattedrali gotiche non sono sfida al cielo della potenza degli uomini?
Per essere grandi, come dice Pietro Gambadilegno, bisogna pensare alla grande. E allora ecco la mia di idea: fare a borgo San Michele un grandissimo monumento al Viagra. Del resto fino a poco tempo fa queste pasticche miracolose si producevano proprio li’, nello stabilimento della Pfizer.
Noi facciamo un bel monumento  alto almeno dodici metri e largo sei, con la marca al suo interno e sotto con una scritta “qui lo facciamo grosso”.
Sarebbe una cosa innovativa, darebbe un segno forte della storia della città, perché a fondarla è stato un signore che della virilita’ aveva fatto il suo vanto, come ricordava ad ogni piè’ sospinto Romolo Catenacci in “Alto Gradimento” di Arbore e Buoncompagni.  Poi andrebbe anche bene a quelli della lega, in ricordo del vecchio slogan di Bossi. Per tacere di Berlusconi.
A sinistra, il candidato Coletta è un cardiologo, ed è noto che far bene l’amore fa bene al cuore.
Sarebbe bellissimo avere gente venire qui a vederci, usciremmo finalmente da questo triste anonimato che ci rende inutili all’universo mondo.
Chissà se qui conoscono la storia delle Grandi Panchine di Chris Bangle, nel 2009 a Clavesana in provincia di Cuneo piazzano su una collina una panchina fuori scala, gigante. Tutti pensavano ad una follia, ad una minchiata, oggi masse di turisti vanno a vedere la panchina, in tante altre località hanno piazzato iperpanchine e c’è una comunità di città panchinate.
A Verona si va per l’amore romantico, a Clavesana per fare come  ‘Les Amoreux’ di Raymond Peynet, A Latina si verrà per il piacere.
Tutta un’altra cosa rispetto alle banalità che ascoltiamo: il mare in una penisola, il cielo su questa terra. Abbiamo qualcosa di eccezionale, dare a tutti la possibilità del piacere.
Altro che bonifica e città del razionalismo.