Senza elettori, senza domande, ignote le risposte: la strana campagna e la lezione di Bettini e Augello

Senza elettori, senza domande, ignote le risposte: la strana campagna e la lezione di Bettini e Augello

29 Aprile 2023 0 Di Lidano Grassucci
Seguo la campagna elettorale di Latina per le comunali, una strana campagna elettorale. Non ci sono gli elettori, non ci sono i candidati e non ci sono le domande e manco le risposte.
Tutto è generico, possibilmente uguale a quanto si potrebbe dire a Mondovì o a Canicattì. Un poco come le cartoline con gli strass che mettevano sotto il piatto del pranzo a Natale di papà nella speranza del regalo che ora é il voto. Leggo di politica che parla di se stessa dimentica che dovrebbe parlare della città.
I progetti sono da fuochi d’artificio quando si dovrebbero preparare fuochi per cannoni e fare la guerra contro la banalità.
Parlare di sé stessi con fotografie da rivista patinata a fronte di bisogni degli altri da tazebao non produce effetto interesse. Si fanno le cose per fare come rito. Si usa il metodo del talk televisivi dove si parla urlando di tutto non capendo niente e subito dopo tutto e’ finito.
Ma e’ l’ indifferenza degli elettori che e’ incredibile
Questa o quella per me pari sono
 a quant’altre d’intorno mi vedo del mio core l’impero non cedo
meglio ad una che ad altre beltà
La costoro avvenenza è qual dono di che il fato ne infiora la vita
Giuseppe Verdi, Rigoletto
 Una campagna lirica senza lacrime, senza tempo presente, con il sorriso assente. E stride la politica che invece è capace di altezze incredibili
Mi colpisce la lettera che ha scritto Goffredo Bettini, leader e testa della sinistra romana, nei confronti di Andrea Augello (nella foto di copertina) senatore e esponente storico della destra romana morto a 62 anni.
Non amo Bettini, Augello aveva sensibilità distanti dalle mie anni luce, ma il primo racconta di un umano sentire, di letture condivise, di difficoltà non celate l’uno all’ altro.
Parlano di militanza, non rinunciando a se stessi si possono leggere cose insieme, non rinunciando a se stessi si può sperare nella vita lunga dell’ altro.
Leggevano i due e questo conta, ma mangiavano politica e polvere i due da sempre. I due non calcolavano i successi al loro inizio che erano solo improbabilità. Sulle scale dei licei, nelle università a mangiare la polvere della politica. Poi la sfida ad essere più preparati dell’ altro che faceva uguale. Una gara per convincere i compagni a sognare la luna, a seppellire gli ipocriti con una risata, a dire che era libero un bacio, che era politica guardare le stelle.
Che era triste il mediocre presente e c’era un sole dell’ avvenire o qualche saga del nord a dire di un altro mondo.
Ecco questo manca
Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
Francesco Guccini, Piazza Alimonda
La politica era la città futura, ciascuno la sua, ma nessuna banale. Questo manca al tempo presente senza domande, senza risposte, senza sogni.
Una tragedia per chi voleva pane e rose, insieme ad un bacio di quella ragazza che in assemblea pareva avesse ascoltato più l’altro, eppure mi ero preparato, avevo studiato.