Primo maggio a Latina: sindacati sotto la pioggia
2 Maggio 2023I carri armati a fari spenti nella notte sotto la pioggia
Hanno lasciato strane tracce sull’asfalto piene di sabbia
Il presidente dietro i vetri un po’ appannati fuma la pipa
Il presidente pensa solo agli operai sotto la pioggia
Antonello Venditti cantava, agli inizi degli anni Ottanta, “Sotto la Pioggia”, che raccontava di lotte e proteste, amori sognati e Presidenti con la pipa, tutti sorpresi da una pioggia scrosciante.
E’ una canzone che sa’, oggi, di epoche lontanissime. Epoche di manifestazioni oceaniche di lavoratori che non venivano fermati, nemmeno, dall’immancabile scroscio temporalesco. Epoche di sindacati con milioni di iscritti e fumose assemblee tuonanti parole di lotta e di trattative estenuanti. Un qualcosa che si penserebbe, ormai, chiuso e sepolto nel nostro passato remoto. O forse no? Per farmene un’idea precisa ho partecipato alla manifestazione per il Primo maggio, organizzata da CGIL, CISL e UIL, a Latina.
Arrivo verso le sedici in Centro, passando di fronte ad una gigantografia della candidata del Centro-Destra alle prossime elezioni per il Sindaco; sembra una propaganda in stile Ceausescu, se non fosse che lei è una graziosa signora bionda ed è, politicamente, agli antipodi dell’ex leader rumeno.
La pioggia “da anni di Lotta” c’è ed il concerto, previsto per le diciotto in Piazza del Popolo, viene infatti spostato al chiuso del Pub El Paso di Borgo Piave. Vedrò allora, solo, il dibattito con i tre segretari provinciali al Circolo Cittadino; non è più tempo di concerti strabordanti e pogate selvagge per me.
La sala del Sante Palumbo è strapiena. Saranno pure le “truppe cammellate”, come sostiene qualche maligno, ma i sindacati, rispetto ai nebulosi partiti locali, ne hanno ancora molta di forza ed organizzazione.
Apre il Segretario della UIL Luigi Garullo: “a Latina lo stipendio medio, negli ultimi dieci anni, è aumentato di soli novecento euro e tutti i posti di lavoro nuovi sono precari. Abbiamo bisogno di recuperare i siti industriali dismessi e di completare la Cittadella Giudiziaria”
Dopo di lui, con un colpo di teatro che non m’aspetto, non intervengono gli altri due segretari (che chiuderanno il dibattito) ma i rappresentati delle categorie dei lavoratori; edili, metalmeccanici e funzione pubblica.
Qualcuno ce l’ha con le, ormai note, opere incompiute, anzi, mai iniziate che frenano lo sviluppo delle nostre zone. Qualcuno si infuria con il Governo che ha piazzato, con intento provocatorio, il Consiglio dei Ministri proprio il Primo Maggio.
Qualcuno chiama alla mobilitazione, prossima ventura, nelle fabbriche pontine. Qualcuno se la prende (a ragione) con il sistema dei contratti “al ribasso” firmarti da organizzazioni sindacali non rappresentative (lo fa una grande impresa del posto che opera nella Sanità, dicono).
Alla fine degli interventi delle categorie c’è il rappresentante delle Rete degli Studenti. E’ il più giovane di tutti ovvio e si esprime bene, ma sembra uscito dagli anni Settanta e chiama tutti compagni e compagne.
Era tanto tempo che non sentivo parlare di lotta di classe, lotta contro i padroni e liberismo selvaggio.
Il giovane compagno conclude, a pugno chiuso, invitando all’unica lotta sindacale possibile, “quella sotto le bandiere rosse”.
Gli arrivano fragorosi applausi, ma solo da una parte dell’uditorio. La platea è sindacalizzata ma, evidentemente, non proprio, tutta, rossissima.
Roberto Cecere, il Segretario della CISL, approccia un intervento molto polemico e politico “mi dispiace dirlo ma tra i problemi più grossi della nostra zona c’è quello delle infrastrutture e la colpa è della politica, sia di destra che di sinistra, che non ha fatto quasi nulla in questi anni. Dico poi a chiunque voglia fare il Sindaco, che non deve farlo se ha paura di firmare i provvedimenti necessari. Bisogna assumersi la responsabilità ed i rischi del ruolo”.
Tra il pubblico c’è l’ex sindaco Damiano Coletta. Non è dato sapere se Cecere ce l’avesse con lui ma, a naso, sembra non condividere, appieno, l’affermazione del segretario cislino. Conclude l’incontro Peppe Massafra che è la novità del panorama sindacale pontino, perché, da poco. è stato eletto Segretario Provinciale della CGIL.
E’ giovane, viene da Taranto e stava nella Segretaria Nazionale, prima con la Camusso e poi con Landini. Per lui il Sindacato è partecipazione ed attenzione al territorio. Ha un’idea molto movimentista e poco tradizionale di Sindacato, soprattutto per le nostre parti. Il suo intervento è applauditissimo dai ragazzi della Rete.
PS Una doverosa chiosa su un tema terribile e serio che è stato ricordato in tutti gli interventi (nota di merito), quello delle morti sul lavoro. Nello scorso anno sono stati quindici i morti sul lavoro in Provincia, con lo scandaloso caso dell’operaio morto folgorato sul lavoro, ma di cui venne, invece, inscenata la morte per un malore.
Quest’anno, si è aperto con tre ragazzi morti in ventiquattro ore: uno a Latina e due a Sermoneta. Pioggia o non pioggia, pugni chiusi o meno, su questo sarebbe doveroso iniziasse una guerra senza quartiere, anche nella nostra sonnecchiosa landa.


