Latina: la mia squadra del cuore, quella del 1976

Latina: la mia squadra del cuore, quella del 1976

7 Maggio 2023 1 Di Emilio Andreoli

Ci sono delle foto in cui, se le guardi intensamente, rischi di caderci dentro. Riesci a sentire il vociare delle persone, l’aria che ti sfiora e torni indietro nel tempo, in quel giorno, in quel preciso momento. Vi sarà capitato? A me molte volte… Una decina di giorni fa ho appreso della scomparsa di Vincenzo Rispoli. Era un calciatore che giocava nella squadra del Latina negli anni settanta. Una squadra mitica per chi ha gli anni miei. Una di quelle di cui ricordi a memoria tutti i nomi dei giocatori. La squadra del cuore insomma. Su alcuni post hanno pubblicato quella formazione per rendere omaggio a “Rispolone”, e in quella foto ci sono caduto dentro. Ho sentito le voci di quei ragazzi e il tifo dello stadio. Mi sono venuti i brividi, e per questo voglio raccontarvi qualcosa di quella squadra, per non farla perdere nell’oblio del tempo.

Questa è una storia di calcio e di amicizia. Quando il gioco del pallone non era business e non c’erano i procuratori sportivi. I ragazzini giocavano per strada o al massimo all’oratorio. In panchina, oltre l’allenatore: il portiere di riserva e un altro giocatore. Un calcio romantico, d’altri tempi. I miei tempi. Quei ragazzi della foto di copertina, li ho conosciuti tutti, erano poco più grandi di me. Per noi tifosi erano eroi, ma solo in campo. Fuori dal rettangolo di gioco erano semplici ragazzi con la mia stessa voglia di divertirsi.

Tutti quelli che amano il calcio, conoscono a memoria la loro squadra del cuore. Quelli della mia generazione non possono dimenticare la nazionale del 1970: Albertosi, Burnich, Facchetti… e quella del 1982: Zoff, Gentile, Cabrini… A me, oltre queste, anche il Latina del 1976/77: Del Prete, Carannante, Ronzulli, Rispoli, Bernabucci, Pezzuoli, Venturini, Petrella, Fadigati, Morano e Caiazza. Con alcuni di loro sono rimasto in contatto, nonostante siano passati più di quarant’anni. Vincenzo Rispoli era uno di questi.

L’addio a Rispolone

È pomeriggio quando apprendo la notizia del malore improvviso che ha colpito Vincenzo Rispoli. Era al bar, nella sua Ischia e stava giocando a carte con gli amici di sempre. Nell’isola era conosciuto da tutti, per il suo passato da calciatore e allenatore della squadra ischitana. Ma io lo ricordo con la maglia neroazzurra del Latina, dove ha militato per tre stagioni dal 1976 al 1980: quella squadra mi è rimasta nel cuore. Con Rispolone, così lo chiamavamo tutti per la sua stazza, ero ancora in contatto.

Vincenzo Rispoli

L’ultima volta che ci siamo visti è capitato una decina di anni fa, allo stadio Francioni di Latina, era venuto insieme ai suoi compagni dell’epoca per una commemorazione. In quell’occasione mi aveva invitato a Ischia. Purtroppo non sono mai riuscito ad andare. Lo contattai per sincerarmi se stesse bene, dopo la scossa di terremoto che colpì la sua isola, nell’agosto del 2017. Rispolone giocava in difesa con il numero sei, era il libero della squadra, ma le sue punizioni erano micidiali, aveva un tiro potentissimo e quando centrava il bersaglio gonfiava la rete lasciando immobile il portiere avversario.

2013 stadio Francioni, da sx il mister Leonardi, Bernabucci, Rispoli, Morano, Venturini e Fadigati

La cronaca sportiva e quel sogno svanito della serie B

Tutto era iniziato nel 1976 con l’arrivo di un nuovo allenatore, il romano Lamberto (Bebo) Leonardi, al posto dell’argentino Francisco Lojacono… Bebo arriva dalla Paganese, con la quale ha ottenuto la promozione in serie C. Nonostante tutto preferisce cambiare piazza e venire a Latina che milita ancora in D. Lo hanno voluto fortemente i nuovi dirigenti e lui si costruisce la sua squadra. Già nella prima stagione il Latina conquista il primo posto e la promozione in serie C, classificandosi primo del girone, distaccando la seconda di otto punti: il Frosinone.

 

La dirigenza dell’epoca (dal libro Latina in C di Piercarlo Giorgi)

Nel secondo anno c’è il testa a testa con la Nocerina, ma alla fine il Latina si classificherà quinto e i nostri sogni per la serie B andranno in fumo. In quell’anno la FGCI decide la scissione della categoria su due livelli, per la stagione successiva. Solo le squadre classificate entro la dodicesima posizione entrano nel nuovo torneo di serie C!, mentre le altre iscritte, alla serie C2. Il Latina fortunatamente rimane nella categoria più alta. Ma nella terza stagione, inspiegabilmente, vengono ceduti diversi giocatori fondamentali, indebolendo l’ossatura della squadra.

La classifica finale della stagione 77/78

A fine campionato sarà retrocessa. Il mister Leonardi, nel 1979, dopo la disfatta, andrà ad allenare il Benevento. Nonostante quella squadra sia durata poco più di due stagioni, incredibilmente, è rimasta impressa nel cuore e nella mente di tutti quelli che l’hanno seguita. Ma anche i giocatori non hanno dimenticato quei due campionati, straordinari, e la città di Latina.

Andrea Bernabucci e Franco Morano, lo stopper e il capitano

Di quella squadra conobbi alcuni giocatori perché frequentavano la Casa del Disco di Danilo Carpanese, che stava, a quel tempo, di fronte al mio negozio. Oltre Rispoli, ebbi modo di conoscere bene il portiere Franco Del Prete, soprannominato “roscio” per il colore dei suoi capelli, l’altro portiere Enzo Lauro, l’attaccante e capitano Franco Morano, l’ala destra Fabrizio Venturini e lo stopper Andrea Bernabucci.

Andrea Bernabucci lo stopper del Latina. Sullo sfondo Vincenzo Rispoli e il mister Bebo Leonardi

Andrea era uno dei più giovani. Con lui legai subito. Venne al mio diciottesimo compleanno che festeggiai a Sermoneta al “Charlie Brown”. Andrea era il bello della squadra, alto, capello lungo, fisico perfetto e tanta simpatia. Alloggiava alla pensione Bellavista, in una stanza al piano terra, il cui terrazzino dava sui Giardinetti. La condivideva con Rispolone. Per non farsi notare dai compagni di squadra e soprattutto dal mister, scavalcava per venire in discoteca. Le ragazze se lo contendevano. Poi un giorno gli presentai una mia cara amica, Stefania, e i due si innamorarono.

2013 stadio Francioni con Vincenzo Rispoli e Andrea Bernabucci

Qualche giorno fa l’ho chiamato per dirgli che avrei voluto scrivere della squadra e per ricordare Vincenzo Rispoli. In videochiamata ci siamo incontrati.

Andrea, quando sei arrivato a Latina?

“Sono arrivato a Latina ad agosto del 1976. La squadra era in ritiro”

Tu sei di Roma, ma da quale squadra provenivi?

“Avevo fatto un provino con il Bologna insieme a Bruno Conti, e quando mio padre mi disse “Indovina chi ti ha comprato?” Risposi convinto “il Bologna” invece ero stato acquistato, inaspettatamente, dal Parma che mi diede in prestito al Latina”

Chi era il direttore sportivo che ti volle a Latina?

“Tommasino Cifra. Una brava persona, ma proprio in quell’anno lo mandarono via e arrivò uno con il quale non ho mai legato”

Ricordi il tuo esordio con il Latina?

“Indimenticabile! Esordii al derby contro il Frosinone. Lo stadio era pieno, un tifo pazzesco. Vincemmo tre a uno. Quell’annata soffrimmo un po’ al girone di andata perché la squadra era nuova e dovevamo ancora trovare l’affiatamento giusto, ma facemmo un ritorno straordinario e venimmo promossi”

Il tuo rapporto con Rispoli in campo e fuori?

“Con Vincenzo avevamo un rapporto di fratellanza, abbiamo condiviso la stanza per due anni, mai uno screzio. In campo eravamo molto affiatati, dove non arrivavo io andava lui e viceversa. Nella vita è stato un rapporto di fratellanza. Lui mi chiamava fratello e io fratellone. Per me è stata una grande perdita. Era un punto di riferimento anche se non ci vedevamo molto, perché da quando sono in pensione, vivo otto mesi l’anno in Thailandia”

Come era il rapporto con i tuoi compagni di squadra?

“Fuori dal campo si erano create due fazioni, i napoletani e quelli che provenivano da altrove. Rispolone però parteggiava per noi. Ma in campo ci trasformavamo, eravamo una squadra vera di professionisti, che giocava per vincere, tutto il resto lo dimenticavamo fino alla fine della partita”

 Che ricordo hai di Latina?

“È una città che mi è sempre piaciuta e mi dispiace quando qualcuno ne parla male. I migliori tifosi li incontrati proprio a Latina, dove frequentai l’ultimo anno di scuola. Presi la maturità al liceo scientifico Majorana. Della mia classe sono in contatto solo con un mio compagno, Gigi Pretto. Certo studiare per me era difficile, mi aiutò molto un professore, grande tifoso del Latina. Sicuramente le pagelle del lunedì, sui giornali, erano molto meglio dei voti che prendevo a scuola”

 Ricordo che i due portieri fecero un incidente di sabato sera, chi giocò il giorno dopo?

“Invece di andare a dormire come si era raccomandato il mister, Lauro e Del Prete andarono a giocare al bowling a Nettuno. Al ritorno si cappottarono al curvone. Rimasero feriti lievemente tutti e due, giusto qualche punto sulla fronte, ma non ricordo chi giocò il giorno dopo, so solo che Leonardi si arrabbiò tantissimo”

Perché finì la tua storia calcistica con il Latina?

“Perché non mi vollero riscattare, il Parma voleva duemilioni di lire, preferirono prendere un altro giocatore che pagarono molto di più e quell’anno la squadra retrocesse”

Quando hai smesso di giocare?

“Avevo trentacinque anni, poi ebbi la fortuna di trovare lavoro al Vaticano negli uffici del Bambin Gesù, dove ho lavorato fino alla pensione”

Ti aspetto a Latina per una cena

“Verrò con piacere”

Franco Morano, la grinta del capitano

Il capitano Franco Morano, nato ad Avellino, vive a Latina. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ha insegnato educazione fisica in vari istituti scolastici della città. È facile incontrarlo in giro per il centro, magari con Luciano Melloni, simbolo del calcio latinense.

Franco, come mai quella squadra è rimasta nel cuore dei tifosi?

“Perché eravamo bravi ragazzi e sapevamo giocare a pallone. Eravamo una vera squadra”

Poi però la retrocessione

“Io andai via prima. Discussi con il mister Leonardi, gli dissi che era sbagliato cambiare tutti quei giocatori: <<manda via me, ma gli altri non li cambiare, perché la squadra è forte>> Ma non mi volle ascoltare”

E Rispoli?

“Un amico indimenticabile”

Ora il Latina è ai playoff e sognare non costa nulla… ma quella squadra non la potrò mai dimenticare.

Dedico questo racconto a Vincenzo Rispoli, al mister Bebo Leonardi scomparso nel 2021, e al portierone Enzo Lauro, morto nel lontano 1981 per un incidente stradale con la moto.