Economia del mare/ Ecco il summit di Gaeta e la Lectio Magistralis di Musumeci

Economia del mare/ Ecco il summit di Gaeta e la Lectio Magistralis di Musumeci

9 Maggio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Colonne che stanno lì, immobili da secoli, Piazza di Pietra la chiamano e entro nel tempo di Adriano. I romani avevano un grande esercito ma nel mare non si erano mai cimentati, ma dal mare veniva la minaccia di Cartagine.

Nello Musumeci, ministro del mare, meglio: siciliano ministro del mare. Lui dice: qui la storia ti mette soggezione e ricorda che qui da noi, per noi italiani, il mare fa paura, per quello che c’è sotto il mare.

I romani dovevano battere Cartagine e si inventano dei ganci per legare le navi nemiche e poi combattere come si combatteva a terra e come loro sapevano fare, vinsero anche in mare.

Gli italiani e il mare è un rapporto che a volte pare fuggire da noi, Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio di Latina e Frosinone, racconta di come a Bruxelles gli abbiano spiegato quanto erano bravi per mare i portoghesi. Difficile smontare i luoghi comuni.

Ma andiamo per ordine: qui, in piazza di Pietra a Roma, si presenta il secondo summit nazionale sull’economia del mare, blue forum dal 25 al 27 maggio. Coordina la conferenza stampa Nunzia De Girolamo e il giro inizia con l’intervento di Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere: il 90% delle merci viaggia via mare di questo il 30% nel Mediterraneo che dei mari è il 3%.

Cominciano i dati i numeri, ma non solo. Se i romani che amano le pietre sono costretti a combattere da terrestri sul mare, da quel mare che avevano fatto nostrum arrivavano minacce, paure e siamo fuggiti dentro nell’entroterra. La paura cui parlerà poi il ministro Musumeci. Siamo una nazione di mare insiste Tripodi per presentare il forum.

I relatori alzano l’asticella dell’incontro Giovanni Acampora spiega che a Villa Irlanda dove si terranno i lavori del forum si prevede la presenza di decine di relatori. Il mare è turismo, pesca, difesa, comunicazioni, ricerca, tecnologia, logistica,. ambiente, energia, infrastrutture, materie prime, acqua tante filiere che si sovrappongono. Ricorda che lui è ischitano di origine e che quasi tutti i relatori sono gente col piede marino, ad eccezione della coordinatrice dell’incontro che, però, precisa subito: Ma ho sposato un uomo di mare.

C’è passione: il mare produce il 9% della ricchezza italiana, sono sul mare 1160 comuni e il 34% della popolazione italiana vive in questi comuni. Hanno a che fare con il mare 225 mila imprese. Un gigante.

Mentre Acampora parla penso alla scritta sul grattacielo quadrato all’Eur che recita popolo di eroi, santi, navigatori…

Penso a Gaeta che nel X secolo muove navi in tutto il Mediterraneo, così potente da dare il nome alle olive che non produce ma che porta nel mondo, insomma era un brand

ESPANSIONE COMMERCIALE DI GAETA

Acampora insiste sull’aumento dei traffici da Suez, la ricerca delle terre rare, lo sviluppo dei cavi

Cita Carl Smith e il volume sulle 100 sicilie. il mare unisce, mischia ibrida.

Il ministro Musumeci porta come esempio se stesso: vi paio un arabo? Piuttosto normanno, non esiste una identitò siciliana

Parla Antonello Testa, segretario generale di Cna, consigliere di Informare per il mare, che è il regista del forum, anche lui sottolinea questo “bisogno del mare” e cita l’11esimo rapporto sul mare che sta per essere presentato elaborato con l’istituto Tagliacarne. Riconosce la sensibilità del governo che ha riportato il mare al centro dell’attenzione del dibattito sul futuro del paese.

E’ l’assist per l’intervento del ministro Musumeci, non ci sarà una identità siciliana, ci saranno state 15 dominazioni diverse ma hanno creato una eleganza senza eguali, una erudizione sofisticata, saranno stati i bizantini? O i greci? O i francesi? Fatto sta che sono stati tutti e lui fa la somma. Lui non parla del mare, te lo fa sentire

L’Italia non si sente una nazione di mare, lo ha dimenticato. IL mare è solo la pesca e certo la pesca è importante con 140 milioni di tonnellate di pesce (tra allevato e pescato) portato nei mercati, ma non è il mare. Con i miei colaboratori ho fatto un esperimento cercare le canzoni che hanno per protaginista il mare: ci siamo fermati a 14. In letteratura è uguale se non peggio. Nelle scuole si parla poco di mare.

Invece citando il mio conterraneo Verga nei Malavoglia dico che il mare non ha paese ma appartiene a chi sa ascoltarlo. Ora il mare grida e noi non sappiamo ascoltarlo. La Sicilia è la prova di cosa significa il mare è apertura, anche gli americani sono arrivati via mare. Chi viene da noi apprezza la nostra cucina, ma la nostra cucina non esiste è l’ibridazione delle culture che sono venute da noi. Oggi il mare è una opportunità: Egitto e Marocco stanno nvestendo tanto in infrastrutture, dobbiamo raccogliere la sfida e fare. Per mare passa il 93% del traffico di dati, il mare sotto non è la patria dei mostri marini, ma dei cavi.

Una politica del mare, una politica a tutto tondo. I temi del forum di Gaeta del 25-27 maggio 2023 sono i temi dello sviluppo dell’Italia di domani.