Latina e il cavo dei record che non sa di avere: i numeri del Sa.Pe.I. di Terna

Latina e il cavo dei record che non sa di avere: i numeri del Sa.Pe.I. di Terna

10 Maggio 2023 0 Di Lidano Grassucci

“Il sapere non ingombra.”

Carlos Ruiz Zafon

 

A Latina abbiamo cose che non sappiamo di avere. In campagna elettorale vi riempiranno la testa di urbanistica, tra l’altro è l’unica città al mondo dove questo è argomento di discussione. Qui ci inventiamo record e sprofondi da fine del mondo ma dal bordo di una vasca pure sbeccata. Ho sentito dire che a Latina c’è l’ultimo atto del razionalismo architettonico e la morte conseguente dell’architettura mondiale. a me piace ricordare questo posto per altro:

prima centrale nucleare italiana (borgo Sabotino);

prima centrale nucleare italiana a tecnologia tutta italiana (Cirene);

fondo Goffredo Petrassi, al Campus internazionale di musica, uno dei più grandi musicisti del ‘900;

fondo Galleria La Tartaruga, custodito all’archivio di Stato di Latina è la galleria dove sono passati tutti i più grandi artisti contemporanei e un fondo vero non idiozie di mostre con quadri di Caravaggio e inediti di Paul Jackson Pollock  tra il guano dei piccioni dell’ex mercato coperto:

l’aeroporto Comani di Latina scalo dove tutti i piloti italiani, e non solo, prendono il primo brevetto per il volo a elica nella scuola dell’aeronautica militare, una eccellenza.

Ma qui vi voglio parlare di altro, di un mondo che cambia e noi reiteriamo quel che non è cambiato, voglio parlarvi del cavo elettrico sottomarino Sa.Pe.I che ha il suo terminale continentale a Borgo Sabotino. Un investimento di 750 milioni di euro (1500 miliardi di vecchie lire per capirci), è la più importante infrastruttura elettrica mai realizzata in Italia

A CHE SERVE (fonte Terna)

L’entrata in esercizio del cavo sottomarino SA.PE.I. ha apportato determinato:

  • aumento della sicurezza del sistema elettrico della Sardegna;
  • aumento della sicurezza della copertura del fabbisogno del Lazio e del centro Italia;
  • riduzione della CO2 immessa in atmosfera per effetto del maggior utilizzo di energia rinnovabile;
  • opportunità per gli operatori elettrici di partecipare con minori vincoli al Mercato elettrico garantendo allo stesso tempo maggiore flessibilità e sicurezza di esercizio del sistema.

I numeri di SA.PE.I. sono da record: con la sua posa a 1.640 metri sotto il livello del mare è il cavo elettrico sottomarino più profondo al mondo, i suoi 435 km di lunghezza ne fanno il più lungo cavo sottomarino da 1.000 megawatt del pianeta.

A lavori ultimati, con il suo doppio cavo sottomarino in corrente continua a 500 kV, SA.PE.I. assicura una capacità di 1.000 megawatt.

E’ un gioiello di tecnologia che ignoriamo, che non conosciamo di cui non utilizziamo le possibili ricadute in termini economici, sociali, di formazione e di ricerca. Pensiamo che Sabotino sia un sito morto con un cadavere che “maleodora” che puzza, invece è nata lì una delle infrastrutture strategiche italiane. Una presenza di cui il territorio ignora la portata e che invece potrebbe essere al centro di una nuova sfida tecnologica, di un nuovo protagonismo pontino in un settore strategico come quello dell’energia. Ma qui siamo alle idee ripetenti, eternamente bocciate ma che insistono per avere impossibili diplomi.