La Giunta a Latina, volti sorridenti non grugni fessi

La Giunta a Latina, volti sorridenti non grugni fessi

27 Maggio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Se vuoi intravedere dentro un’anima umana e conoscere l’uomo, non preoccuparti di analizzare i suoi modi di tacere, di parlare, di piangere o di vedere quanto è mosso da idee nobili. Otterrai risultati migliori se lo guardi ridere. Se ride bene, è un brav’uomo. Tutto quello che so è che la risata è l’indicatore più affidabile della natura umana.

Fëdor Dostoevskij

 

Ma la Giunta di Latina? Sarebbe tempo maturo per farla, brutto (esteticamente) vedere il sindaco Matilde Celentano sola davanti ad una città grande, grande che appare gigante. Così grande da far paura.

Facile da dire, difficile da fare, perché non esistono soluzioni semplici per problemi complessi e la città non ha una o due anime, ma mille. Allora? Consiglio l’umiltà, che è sentire forte in ciascuno il bisogno dell’ altro. Umiltà, perché la politica non è giocare a Lotto e se ci prendi la posta è tutta tua, ma è svegliarsi e sapere che per arrivare a sera c’è tanta fatica da fare e forse solo non ce la puoi fare: nessuno si salva da solo.

La politica poi non  matematica, non servono solo i posti, ma contano le persone che li occupano. Questo fa la differenza: se alla guida dell’esercito di Francia ci metti N’ciccotto da Velletri, puoi avere tutte le armate che vuoi…. , ma chi ha a capo di una compagnia Napoleone ha prenotato la vittoria e l’orgoglio di Francia.

La prima domanda non è: che me tocca? Ma cosa posso fare per la città con i talenti di cui dispongo. Non è: damme un nome? Ma dimmi cosa proponi di meglio

Serve il governo, cioè organizzare, non serve occupare.

Personalmente cercherei talenti non esigenze, ma non faccio politica.

Cercherei di darmi un’ idea condivisa di città futura e poi metterei i migliori dei disponibili in campo con ogni anima della maggioranza, che di anime ne ha tante. Farei un arcobaleno non una tinta unità

Chiederei anche consiglio alla minoranza senza farla scegliere, ma per parlare. Farei incontri da mane a sera per capire delle persone che vivono in questa città non solo delle cose di questa città. Sarebbe una rivoluzione, sarebbe bene. Non chiederei cosa vuoi fare? Ma cercherei di capire cosa possono fare le risorse che ho.

Sceglierei i socievoli e non i montati, sceglierei gli umili e non gli arroganti, sceglierei chi è e non chi fa finta di essere quello che non può essere.

Insomma, farei in mondo che la giunta non sia mia o tua, ma di questo posto che ha bisogno di essere amato e non usato. Dio mio, già mi sono stancato e non vorrei essere chi deve farlo realmente.

Ma sarebbe bello avere volti sorridenti di generosità e non grugni fessi vestiti di serissima inutilità

Foto: Drei Korporierte (Larven) von Josef Scharl, 1925

Si cridono tucchi ca’ uao a piglia’ Marta”, dapo’ Marta na trouno i allora mittono i grugno (si illudono tutti di poter possedere Marta, poi non trovano marta e cui rimangono male)

Antica saggezza setina