Come si fa un discorso … appunti
15 Giugno 2023I discorsi non debbono essere belli, di bello al mondo ci sono le rose se non sono recise. I discorsi non debbono non tener conto del tempo e quindi non lo debbono far perdere al parlante e all’ascoltante. Il tempo è l’unico bene di cui non disponiamo la possibilità di aggiungerne.
Il discorso deve, lo dice la parola stessa, scorrere come fa un fiume ma, come un fiume, deve irrigare: far germogliare piante che parevano morte.
Un discorso deve avere la forza di guardare diritto negli occhi chi hai davanti non per arroganza, ma per ringraziare dell’ascolto. Non deve citare ma essere citato dopo che è stato fatto e lo devi trovare “spiegato” al bar alla colazione del giorno dopo.
Deve essere di chi lo sente e quindi devi raccontare cose che li riguardano o fare di loro eroi nel parlato citando il vissuto fosse pure la strada di casa.
I discorsi debbono destare e se serve fare del tono di voce un piano forte, o un minuetto dove riesci a voltare nello stretto e a fermarti per stupire nella frenata tanto quanto il ripartire.
Non devi far sentire, chi hai davanti ignorante, ma non devi ignorare le difficoltà del mondo e quanto sia contorto il pensiero di Dio.
Non devi cercare le cose strambe ma le cose che sono così normali da essere eccezionali.
Ho sentito un arcivescovo dire in 6 minuti davanti ad una bara come è umana la vita eccezionale in bisogni normali e ho capito la differenza: quell’uomo di Fede può parlare del peccato perchè ha conosciuto la tentazione, può perdonare perchè non ha mai giudicato alcuna confessione e poi ha letto del mondo.
Davanti a osannanti, davanti a vili irosi ha risposto con la sapienza di chi conosce le cose del mondo da quando c’è questo mondo
L’arcivescovo era Mario Enrico Delpini , arcivescovo di Milano, che ha tenuto l’omelia funebre per Silvio Berlusconi, due uomini diversissimi ma non banali.


