Maturità, la matematica non sarà mai il mio mestiere (ma mica è vero)

Maturità, la matematica non sarà mai il mio mestiere (ma mica è vero)

22 Giugno 2023 0 Di Lidano Grassucci

Se la paura avesse un volto avrebbe il volto mio di quel giorno.

La matematica non sarà mai il mio mestiere

Antonello Venditti, Notte prima degli esami

Paura pura per una prova che mai avrei rincontrato nella vita, se non la medesima vita. Era la prova di matematica. Qua non potevo barare con la mia fantasia, servivano “solide realtà”. Liceo Scientifico Grassi, anno 1980, professore di matematica e membro interno Briganti. Capite bene che non si scherzava, a 14 anni amavo i numeri e la ragione a 18 volavo per utopie, paradisi artificiali, eroi che poi eroi non lo erano manco mai stati, e l’arroganza dei 18 anni. Ma davanti alla matematica… Sapevo di certo che qualcosa dovevo scrivere, sapevo, con altrettanta certezza, che socraticamente “sapevo di non sapere”.

Volevo morire, ma non potevo morire. Volevo andare lontano, ma lì dovevo stare. Iniziò che all’inizio neanche compresi la domanda, poi cercai di decifrarla, poi mi avventurai in ipotesi, poi restava la ignorante paura.

Decisi di affidarmi, oltre che a San Lidano, al fato che per una volta avrebbe potuto essere “non cinico” e “non baro”. Pensai, cercando di convincermene, ma in fondo di compiti di matematica ne ho fatti, facciamolo. Intuii un percorso, ma senza alcuna certezza, e misi giù tutto quello che avrei potuto usare per tirarmi fuori dai guai.

Non chiedetemi altro, mi sentii anche un leone perché mi venne una soluzione. Feci una fatica bestiale, la più dura della mia vita. Ma?

So solo che poi all’università negli esami con i numeri, nelle funzioni sono stato numero uno e mi muovevo come una “elettrica”, a posteriori scoprii di aver capito e i 30 lo certificavano.

Ero matematico a mia insaputa.

Naturalmente nelle notti in cui mi sveglio per l’affanno, il sogno è il medesimo da tempo: non saper risolvere la prova di matematica. Perché, capita, non mi fido di me, ma poi vedo gli altri che ignorando si sentono sapienti e allora a culo tutto il resto: ci sono riuscito.

IN bocca a lupo ai ragazzi che stanno “provando” a diventare uomini e donne