Ma Latina è bella o brutta?

Ma Latina è bella o brutta?

21 Giugno 2023 0 Di Lidano Grassucci

Da piccoli ci assillavano le parenti che venivano di tanto in tanto con la domanda: Ma tu a chi vuoi più bene a mamma o a papà? E non sapevamo rispondere in odio alla arpia che ce l’aveva propinata. Sarebbe stato da dire.. ma è un amore diverso, o andare via, via lontano.

Il nodo poi resta in tutti noi dentro queste due diversità e magari rispondere: ma io amo nonna e nonno di più

Mi impelago in queste domande dentro l’amore per l’incontro organizzato da Anima Latina a Turi Rizzo di Latina sul tema “Latina è bella o è brutta?“. L’appuntamento è lunedi 26 alle 18

Relazionano, oltre a me. Maurizio Guercio, Massimo Rosolini, Paolo Costanzo e Massimo Palumbo.  Padrona di casa Benedetta Bruni.

Tutti architetti tranne me, e già questo mi preoccupa. Loro, gli architetti, sono colleghi a Dio “architetto dell’universo”, io sodale al demonio con le sue umane passioni. Poi… mi chiamo Lidano e Latina è una scelta, una scelta consapevole, non un amore materno, una radice all’asciutto. Latina per me non è bella, non è brutta è comoda. La mia Latina non è quegli edifici di retorica in scala ridotta, di grandezze nane, ma è Augusto Imperiali che batte Buffalo Bill, non è l’ordine delle adunate di uomini nuovi, ma l’anarchia di uomini vecchi che si disperdono e non si adunano. E’ visione capovolta di una donna che ho scelto e non rinnego, a cui debbo il riconoscimento di generosità.

La mia Latina non sono gli edifici ingenuo di ragioni che poi diventavano follia, la città di fondazione non è distrutta dai liberi poi, ma da chi dichiara guerra e la perde. Chi la costruisce dopo pochi lustri la distrugge e si meraviglia che poi non risorge, perchè diventa altro.

Vi parlo della distruzione, vi parlo delle persone perchè ho o segni in me: non ho mai conosciuto mio nonno materno, si chiamava Graziano Bergamin aveva intorno a 30 anni, 5 figlie femmine, che va a piazza quadrato per comperare le cose di cui aveva bisogno, ma l’artiglieria dal mare non faceva sconti e lo prende in pieno. Di lui non si ha corpo, ricordo, segno solo una scritta in un monumento, ora anche messo male, a Borgo Faiti con il suo nome inciso e la scritta ai caduti. Per questo Latina per me è un amore che non ho avuto, ampiamente compensato da mio nonno Lidano di cui ero unico nipote, ma nessuno neanche un titano come nonno mio può fare per due.

Vedete Latina è la storia delle persone, non è bella o brutta è l’amore possibile, l’amore che si realizza. Già il nome per me è difficile perchè per la mia gente non è mai stata, Latina, ancor meno Littoria, ma è Piscinara. Alla domanda rispondo che Latina è comoda, ha un cielo bellissimo quando è bello, è il posto in cui è versato il mio stesso sangue, io l’ho scelta lei mi ha dato opportunità, ma mi aveva tolto tanto dandomi, quel tolto, in eredità.

Mi chiamo Lidano e sono setino senza se e senza ma, la bonifica è malefica per dirla con Sandrino Di Trapano (Bufalotto) ma questa è terra mia, le case no, le case no.

Gianni Di Trapano detto Amaretto, mio fratello setino, venne a Latina e passeggiando lungo i portici mi vedeva salutare ed essere salutato da tutti: “ne Lì ma atecco me pare ca stai a Sezze, te saluteno tucchi”. Mi venne da parafrasare uno dei Papi costretti ad Avignone che a chi diceva “ma il Papa deve stare a Roma” rispondeva “Roma è dove sta il Papa”. Insomma come la chiocciola mi porto dietro quella necessità di socialità che è la mia utopica Sezze.

Forse non ho risposto alla domanda che è per quelli che stanno dalla parte di Dio, io sto col demonio e vi ho raccontato i miei gironi che sono più divertenti e tragici della noia del paradiso.

 

Dedicato a nonno Graziano Bergamin, che se non lo ricordo io chi lo ricorda.