Tiziano, Matilde e l’amore di Latina
28 Giugno 2023Vengo da un posto il cui animo è definito in una frase: Se era bono era i nostro, ha iscito malo è gli nostro uguali. Vuol dire, per gli italofoni (spiego, altrimenti non si capisce: quelli che parlano solo italiano): tutti siamo capaci di vantarci di chi ha successo, molti di meno delle persone nei loro errori.
Tiziano Ferro riempie gli stadi, è una star, lui non nasconde di essere di Latina, anzi… se ne fa vanto. Come non nasconde il dolore di una città, che è la sua, che offendeva l’unicità di ciascuno di noi, nessuno escluso. Tiziano Ferro difende le libertà, le libertà civili, usa la sua notorietà per lanciare il suo messaggio di libertà, oltre Latina.
Ed ecco che, giustamente, il sindaco di Latina, Matilde Celentano, si fa vanto, con una nota, del concittadino “bono” per il successo, lo invita lo elogia. E il avrei fatto anche io ma….
ma scusandomi per “le offese patite”, perché, il cantante, ha parlato di Latina, certo, ma anche di altro: del gay pride, ad esempio, a cui il Comune non ha dato il patrocinio. Eppure è una festa nulla di altro, non fa leggi, non cambia le vite, ma fa felici gli astanti, colora le strade, canta, suona rompe quel silenzio ipocrita che spesso ci avvolge, ci fa gretti.
Insomma si prende un personaggio e lo si seziona nella parte che ci gusta, evitando il resto come se le persone fossero fatte a mattoncini Lego, uno staccato dall’altro , Badate bene qui tutto è legittimo, ciascuno può fare ciò che crede ma
non devi stare in pena
Questa vita è una catena
Qualche volta fa un po’ male
Lucio Dalla, Attenti al lupo
Tiziano Ferro è un vanto di questa città ma plurale, capace di essere diversa da se stessa. Invece Latina ne è uscita capace di vantarsi dei successi e dimentica dei dolori, una città che vuole apparire ma non essere.
Tiziano Ferro è di un’altra generazione rispetto a me, ai miei tristi cantautori politici, impegnato nelle libertà sociali, ma capisco le libertà civili sue e le avrei capite anche se non riempiva gli stadi. Facile amare il successo, difficile amare le mille diversità della vita di chi successo non ha.
Nel mio mondo saluti prima lo spazzino, poi il Papa, perché è il primo che rede pulito il mondo e se questo pulito non è non puoi pulire le anime.
Ma ci voglio secoli di pietà, di misericordia, libri di Dio e degli uomini e l’amore, l’amore per capire questo. Ci vorrebbe amore.
No, non avrei scritto lettere il giorno del successo, ma cercato di capire il dolore di quando doveva avere successo ed era solo diverso.
Il Signore ama diversità meravigliose e non ha fatto il creato in serie, non lo ha fatto neanche preciso, lo ha fatto libero di essere se stesso e non lo ha fatto codino.
PS:
o forse non c’incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno col suo viaggio
ognuno diverso
e ognuno in fondo perso
dentro i fatti suoi!
Vasco Rossi, Una vita spericolata
Mi fanno notare l’uso della parola diverso, spiego l’ho usata per rendere più comprensibile il messaggio. Per me siamo tutti unici, unici e liberi



Riporto una frase di un cieco.sono un volontario accompagnatore.amano essere chiamati ciechi e non altro appellativo.”per me voi in platea,siete tutti uguali’.non vi vedo