Gay pride/ Il potere di Tiziano e l'”obbedisco” della sindaca

Gay pride/ Il potere di Tiziano e l'”obbedisco” della sindaca

30 Giugno 2023 4 Di Lidano Grassucci

Questo articolo è dedicato a Marco Pannella che accoglieva tutti nelle battaglie radicali rimandando le contraddizioni di qualcuno con la precisazione “se la contraddizione c’è è sua”.

Premesso che il gay pride è festa bella e colorata e io l’avrei patrocinata ma a volte il fine è condivisibile ma il percorso è lastricato di problemi.

 

Ora dal 29 maggio giaceva la richiesta di patrocino del Comune per il gay pride a Latina. Nessuno si era provveduto di rispondere, ignorato, nessun interesse.

Il sindaco di Latina, Matilde Celentano, in una sorta di furia partecipativa, ansia da prestazione (debbo far vedere di esistere) vuole appropriarsi dei successi di Tiziano Ferro che riempie l’Olimpico a Roma, e scrive una lettera da fan sfegatata del cantante, La butta lì per prendersi qualche titolo di giornale, per sentirsi alla moda.

Ma? Tiziano Ferro non è proprio sceso dalla montagna con la piena, è uomo di comunicazione che sa comunicare e “ordina” le cose. Primo: spiega al sindaco che essendo nato a Latina non ha bisogno di inviti, perchè nessuno si invita a casa propria (è già sua). Elegantemente fa capire che l’invito è “inutile”, anche sgradevole.

Ma non basta, “ordina”, cioè mette in fila, anche la sua richiesta: visto che sei orgogliosa di me, siii orgogliosa anche delle mie battaglie sulle libertà civili, sulla omogenitorialità. 

L’ordine è ordine, lo ricevette anche Garibaldi a Teano e rispose, per telegramma,  “obbedisco”.

Così il gay pride diventa con “patrocinio morale del comune di Latina”, la risposta del 29 maggio era inevasa, quella del 29 giugno è “immediatamente esecutiva”.

Ma per evitare l’ora dei suoi aggiunge “nel rispetto della legge”. Ma lì caro sindaco la manifestazione è per “cambiare la legge non per rispettarla”, è una battaglia civile per una legge diversa. Come dare sostegno alla legge sul divorzio ma nel rispetto della legge che lo vieta.

Lo traduco: il comune patrocina una manifestazione che vuole un’altra legge.

Se è pampino non è uva

Non posso aderire ad una occupazione della fabbrica della Cgil “precisando” nel rispetto della proprietà, del contratto di lavoro e invitando a lavorare anche i festivi senza paga.

Ne è venuto fuori un mostro da bestiario del pensiero.

Siamo atei che vanno a messa, materialisti storici che pregano la Santissima.

Abbiamo buttato la la bomba atomica su Hiroshima ma precisando di non voler fare feriti e di voler rispettare l’integrità territoriale giapponese.

L’errore? A volte basterebbe tacere.

Ma la moglie piena e la botte ubriaca non po essere, disse l saggio