Il pride e la cattiva coscienza. A Latina siamo ancora a guelfi e ghibellini. Lezione liberale

Il pride e la cattiva coscienza. A Latina siamo ancora a guelfi e ghibellini. Lezione liberale

5 Luglio 2023 3 Di Lidano Grassucci

Allora: stupido è chi stupido fa, diceva la mamma di Forest Gump nel film omonimo.

Cercherò di essere a prova di quello stupido di cui sopra. Con gli schemetti.

Primo: quando in consiglio comunale, o in altra assemblea democratica, si affronta un problema di coscienza il voto è segreto e non sta scritto nel regolamento ma nella prassi democratica. Ha ragione il consigliere Daniela Fiore a chiedere quel diritto pavida l’opposizione a non far quadrato sulla sua richiesta, e la maggioranza che non riconosce quel diritto è debole, è grossa ma non grande. E’ militarmente strutturata ma non è politicamente argomentata. La maggioranza ha avuto paura di se stessa, e non è un bel segnale a due mesi dal voto.

Secondo: dare il patrocinio ad una manifestazione non significa condividerne tutti o in parte i contenuti, ma riconoscere il diritto alla manifestazione del pensiero, anche quando è diverso. Non cito Voltaire, cito la bellezza della libertà che ha mille fiori, tra questo 900 che non mi piacciono, ma per coltivare i miei 100 debbo difendere gli altri 900.

Il sindaco di Aprilia, di centrodestra, lo ha capito per cultura politica, non per acritica adesione. Il patrocinio non si nega a nessuno perchè ciascuno ha le sue ragioni anche se per me sono torti. E i sindaci sono, nella città autocefali non hanno padroni, non ricevono ordini, ma sono sovrani (sopra di se nessuno).

Terzo: le leggi della Repubblica le fa il parlamento fatto di uomini e gli uomini cambiano opinioni. Le leggi degli uomini non sono le leggi che il Signore ha dato a Mosè sul monte Sinai, inamovibili, ma sono mobili nei tempi nuovi e le manifestazioni per cambiarle sono possibili come quelle per difenderle.

Il parlamento della Repubblica approvò la legge Baslini-Fortuna (un liberale e un socialista) sul divorzio lo introduceva e lo consentiva (ma non lo imponeva), i cattolici ed i conservatori scesero in piazza per mutare quella legge, promossero un referendum e la legge è rimasta, ma poteva cambiare. Il diritto dei cattolici di difendere i loro principi e cambiare la legge sul divorzio è lo stesso degli Lgbt di cambiare le leggi che ci sono. Tal quale. Come difendo il diritto della Chiesa, dei sacerdoti, dei fedeli, di chiunque di essere contrari alle proposte Lgbt

Noi liberali non entriamo nel merito delle cose, ma siamo rigorosi nel metodo. La forma per noi è sostanza.

Latina ha perso, non dando il patrocinio, una occasione non di condivisione, ma di visione: da questo momento in poi il patrocinio sarà adesione e nessuna minoranza (religiosa, politica, economica, esistenziale, sportiva) ne avrà contezza.

Insomma il calcio, che è maggioritario per praticanti, sarà patrocinato, le boccette no, la canasta men che meno. Canasta e boccette hanno il difetto di essere “minoranze”.

Questo dovevo a prova di stupido dentro un dibattito che ritengo incredibile, assurdo.

A scuola, ogni tanto ricordo di essere stato professore, avrei dato un bellissimo 2 agli attori di questa perchè siamo stati fuori tema.

Suggerisco a Tiziano Ferro, la prossima volta, di scrivere sulla felpa “Aprilia”, di Cori non dico perchè mi accusereste di nazionalismo: ma dando il patrocinio al Pride abbiamo rivendicato il diritto a parlare corese, a sentirci devoti a San Lidano e non a Santa Maria Goretti, a tifare per la Salernitana anche se siamo in tre, a fare yoga anche se tutti corrono.

Siamo tutti minoranza in qualche cosa, io anche nel nome.

PS: negare ai consiglieri comunali la libertà di coscienza non è bello. Se il regolamento non lo prevede, cambiate il regolamento. Manco i’asino vo la catena