Consiglio comunale a Latina, ma quanti siamo 32 o 33? Qui tutto è incerto
5 Luglio 2023Poca gente al consiglio comunale atto secondo a Latina, al primo c’era il pieno. Si apre, ormai è prassi, con il raccoglimento per Vincenzo D’Amico, atto dovuto di certo. Riconoscimento ad una città che era di campioni ora…
Cesare Bruni, capogruppo di Fratelli d’Italia, chiede di invertire l’ordine del giorno, per problemi organizzativi. I consiglieri ci sono tutti, gli assessori pure e i giornalisti al centro fanno la loro.
Il pubblico? Siamo meno di dieci, forse più di sette. Remo Tiero, presidente, mette ai voti e…. i conti non tornano, ma quanti siamo 32 o 33? Chi sta dove sta? Si conta, si riconta. Cose che capitano, problema di inserimento in profondità delle schede per partecipare. Ma che c’è uno in più? Le opposizioni assistono, la maggioranza che sta loro di frinte, ma sono così tanti che Udc e Forza Italia esondano dalla parte degli oppositori ha divisi maschi e femmine, come al liceio il primo anno, attendiamo il secondo, perchè al secondo liceo ti mischi.
Si risolve l’arcano di quello in più, inteso come consigliere. Cose che capitano a chi fa, chi non fa non può certo sbagliare e chi non ha mai fatto ancora di più anche se vorrebbe comandare.
L’impressione? Si rischia la tristezza da inaspettativa, nessuno si attende nulla dall’assise ed è brutto. E’ essere già annoiati da un giocattolo nuovo, come se avesse già giocato
Mi direte e il Pride? Tiziano Ferro elogia Cori, la cui scritta sostituirà quella di Latina nella felpa. A, pure ad Aprilia il sindaco di destra sta con Tiziano.
Ma del resto ha ragione Cesare Chiominto: Pe sse montagne sperduti lontani, 4 sezzici e dua tre normiciani. I coresi c’erano prima e ci saranno dopo, su questi nel piano non ci scommetterei. E Tiziano a scelti lo meglio che il peggio è evidente.
Dice, ma noi a Latina siamo “pentiti” del patrocinio per ragioni di condivisione.
Ma patrocinare non significa condividere, ma semplicemente garantire la libera espressione proprio di chi ha un pensiero diverso.
Ma mica l’ho inventato io, questo, è Voltaire. E’ la democrazia liberale che Lanfranco Principi da Aprilia ha ben presente, quel bolscevico sindaco di Cori, Mauro De Lillis, pure.
Giampiero Mughini riformista mise la forma a Lotta Continua, non condivideva nulla di quello che scrivevano quei ragazzi, anzi… ma aveva il dovere di garantire la loro libertà, per la coscienza. Già la coscienza che mette la libertà prima di ogni altra cosa.
Un poco mi rattristo, ma che fa se il governo è gestione del corrente e non ha coscienza del passato, idea di domani questo è.
Vincenzo D’Amico era un talento, vedeva la palla dove gli altri manco la immaginavano, non ripeteva il gioco, lo inventava.
Questa è Latina, eppure la mediocrità non la meritiamo.


