Latina e la complessità dell’uno trino: intorno ai due mesi di Matilde

Latina e la complessità dell’uno trino: intorno ai due mesi di Matilde

16 Luglio 2023 1 Di Lidano Grassucci

La vita è complessa e la stupidità non è ammessa perchè è dovere imparare a sapere ed è criminale rendere tutto banale. La politica è una scienza che usa le scienze e non ne ha una eguale, ed è difficile e la pratica non le basta visto che i problemi che incontra sono sempre nuovi e il pensare cambia comunque anche senza di noi.

Seguirò le tracce di una lezione di Massimo Cacciari. Nella lezione il filosofo il modo di affrontare il mondo in due possibilità: quella dell’uno e quella dell’uno trinitario.

Mi spiego: esiste un modo di concepire il mondo (ad esempio nel mondi islamico e vedremo in certe concezioni politiche) con una sola possibilità di bene, con un solo punto di vista, con un solo modo di fare il giusto. Quindi si fa a meno delle differenze, anzi le differenze sono ostacoli, fanno perdere tempo, il confronto non è contemplato. Parlo io e gli altri ascoltano, l’io è tutto.

Esiste invece la caratteristica propria dell’occidente di avere l’idea dell’uno ma “trinitaria”, vale a dire che al suo interno prevedere la diversità, il confronto, la pluralità che poi trova sintesi nell’uno trinitario.

Tradotto nella politica nostra vale a dire che esiste nella maggioranza di Matilde Celentano una idea di solitudine, ci bastiamo, che esclude ogni possibilità di “altro da se”. L’altro deve solo acconsentire, non contribuire, la complessità si riduce a semplicità che “avere” risposte facili ad ogni ostacolo.

Irrita perchè fuori lo schema unitario che Tiziano Ferro diventi non, come lo si voleva, testimonial di un verbo, ma osi rilanciare la testimonianza e “aprire il confronto” non “confermare l’esistente”. E’ fuori della logica dell’uno.

Il consigliere comunale che passa da un gruppo ad un altro, Emiliano Licata, pur restando e neanche avendo dubbi nello schieramento di maggioranza propone una possibilità di pluralità nell’uno che non è possibile. La stessa legge sul centenario della città non viene costruita, ma presentata già fatta è octroyée (scesa dall’alto) è gentile concessione non è conquista intellettuale: siamo alla libertà che concedeva ai suoi clienti Henry Ford nell’acquistare una sua automobile, la modello T, potevano scegliere il colore che volevano basta fosse nero.

Manca la complessità della unicità trinaria. Certo non è facile capire questo Dio che è uno, ma anche trino, perchè complica, ma evita di avere contestazioni come quelle del circolo cittadino, organizzato dal Rotary di Latina, dove si presenta la riqualificazione di viale Don Morosini ma nell’evidenza di non gestire quella porzione di città. Anche qui, problema complicato che non risolvi col “blocco navale”, ma devi concertare, interagire, anche dentro l’uno ma nelle sue pluralità fossero pure delle competenze. Non puoi parlare del vestito nuovo che indosserà domani chi è al pronto soccorso e rischia la vita. Prima la vita, poi il vestito altrimenti siamo alla follia.

Gli episodi che ho riportato, da Tiziano Ferro, fino al convegno del Rotary sono prove del complesso e dell’errore che sta facendo l’amministrazione di bastarsi di essere uno e non uno trinario.

PS: feci una lezione analoga a Damiano Coletta che si presentò al primo consiglio con il discorso agli ateniesi di Pericle. Segnalai allora che Pericle era campione della democrazia degli antichi (possibile grazie agli schiavi) ora c’è la democrazia dei moderni che prevede la rappresentanza. Pensarono che era una idiozia di un folle lettore di politica. Sapete come è andata la storia.

Nella foto una Fort Modello T, naturalmente nera. Prima automobile prodotta in serie