Fa 47 gradi e la resistenza delle cicale
17 Luglio 2023L’auto mi dice 47 gradi, tanti. L’asfalto di Latina bolle, le fontane sono rare. Mio nonno al primo lamento “ohi che caldo” avrebbe detto “è tempo suo”
Sul Barbanera, l’almanacco dei contadini, c’è scritto “caldo, caldetto, caldon” e ci prende. Cerco l’ombra, ma l’ombra non trova me. Gli alberi pare sudino, e le cicale, le cicale non stanno zitte mai. Anzi, pare che il caldo dia loro una carica in più.
Caldo e cicale, umidità e tutto fermo… fermo immobile. Nella testa le lunghe giornate di luglio quando il tempo dopo pranzo non voleva più passare e le giornate erano lunghe chilometri di luce, sole implacabile e cicale, zitte mai. Cicale che saranno state mille, diecimila, un milione.
Non mi danno fastidi mi fanno più caldo, il loro rumore è il mio sudore che cresce. Cammino cercando ombra, ma il sole picchia diritto per diritto, sulla mia testa e ombra non c’è.
Poi mi viene da pensare: se accadesse come le rane? Se d’improvviso le cicale non ci fossero più, andate via. Così è capitato con le rane che l’anno prima c’erano poi non sono venute più, o le lucciole che si sono spente.
Sarei solo, più solo, sarei attraversante questa valle di caldo non avendo alcuna possibilità di pensare che ci riuscirò ad andare al mio fresco, condannato al sol leone solo io. Le rane, le lucciole le cicale sono come amiche indiscrete, chiacchierone, orologi del tempo che si fa stagione.
Ora sento le cicale e sudo, gocce sulla fronte, aria calda come sotto un fon, mi brucia la pelle. Ragazzi perduti parlano senza capire se stessi, uomini e donne nelle auto che sono come pesci nel vaso di vetro. Le cicale sono l’unico rumore, il rumore del caldo. Bevete, se potete, state all’ombra, per carità, respirate forte come forte fanno rumore le cicale. Dicono che il caldo viene dall’Africa, il freddo poi verrà dal nord, io sono sempre qua sotto questo cielo, ora con le cicale sperando che l’anno che verrà anche loro verranno a darmi fastidio.



Manco a Dubai ce so’ 47 gradi