Paolo Perotto ci ha lasciato: il trentino di Bosnia che amava Aprilia

Paolo Perotto ci ha lasciato: il trentino di Bosnia che amava Aprilia

17 Luglio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Questa è una storia incredibile, una grande storia dentro una umana storia. Si è spento nella sua Aprilia, Paolo Perotto. Io l’ho conosciuto da consigliere provinciale, ed essere consigliere da Aprilia non era facile in questa provincia. Con lui ho scoperto la “tribolazione” di quei trentini che gli asburgici, allora il Trentino era austriaco (irredento si diceva un tempo) e gli imperatori d’Austria per fermare i venti nazionalistici mischiavano le popolazioni, trasferirono in Bosnia. Una storia che inizia nel 1882 dopo una alluvione nelle terre trentine e la migrazione. Gente che si trovò dentro i fatti della politica, della guerra, molti di loro negli anni quaranta “tornarono” in Italia e tantissimi, come la famiglia di Paolo, in Agro Pontino e ad Aprilia. Come se la vita si fosse accanita con loro a farne dei contadini-nomadi che è una contraddizione in termini.

Paolo di quella gente, la sua gente, aveva conservato la gentilezza, la disponibilità che hanno coloro che conoscono la fame, la fatica, e la loro sorte è decisa dai Re.

Con la scomparsa di Paolo un poco di questa storia va via nella omologazione del presente. Aprilia è diventata terra di nuova speranza, ma lì in Bosnia c’è un piccolo paese  Štivor, che conserva rapporti sia con la Bosnia che con l’Italia. Ci vivono  270 persone, di cui tre quarti ha mantenuto l’uso del dialetto trentino. L’insegnamento della lingua italiana viene praticato a Štivor col sostegno delle associazioni dei Trentini nel mondo. Tuttora il 92% della popolazione è di origine trentina.

Ecco, Paolo mi ha insegnato questa storia di cui era testimone vivente, una storia che farebbe ancor più ricca la nostra terra ma che vogliamo cancellare.

Grazie Paolo, chi regala storie ed è orgoglioso della sua storia rende ricchi gli altri: tu mi hai reso ricco.