Latina capitale della cultura: l’iris, i tritoni e le città che muoiono e risorgono
18 Luglio 2023A Latina la cultura è solo architettura, è muri e nulla più. Cercheremo di vedere oltre i muri: cominciamo con i fiori, i tritoni e le città che muoiono e risorgono, guardandoci intorno in una città che non ha muri verso l’intorno, non ha muri fisici, ma mentali tanti
D’estate, col caldo, vengono le idee. Latina si candida a capitale della cultura, e va bene. Si organizza, per tempo, per il suo centenario, e mica è male. Le menti giuste penseranno il da farsi come è dovuto ma… ma bisognerebbe pensare anche a come coinvolgere la gente. Maria Antonietta non capiva i miserabili che chiedevano pane commentando: se non hanno pane mangino brioches. Bisognerebbe pensare ad una città che si pensa tale e non pensare per una città che non c’è. Ma Latina non è un’isola tra l’Appia e il mare, tra Borgo Piave e Borgo San Michele, è capitale di tanti campanili. Pensarsi per se è come cercarsi il piacere e non condividerlo e moltiplicarlo. Bergamo e Brescia si sono messe insieme, Latina se si chiude dimostra di non aver capito la cultura che non è mai solitaria
Non monumenti, abbattimenti, o costruzioni ma ricerca di quell’anima che stava negli alberi, nella macchia di Caserta che dalle porte di Roma andava fino quasi a Napoli. Anima che rendeva unico il posto in cui viviamo, pensate ad un grande progetto di città futura con le rose, con i papaveri, con i mandorli. A Castelluccio in Umbria vanno a vedere la fioritura delle lenticchie, pensate se qui per i 100 anni facciamo sentire il profumo degli eucalipti, le piante acquatiche che fanno come verdi carrettere verso il mare.
Qui, non tolgo nulla alle vostre casettine e palazzetti, ma vorrei aggiungere e vi racconto l’aggiunta di un fiore, un iris. L’iris setina (nella foto di copertina) scoperta da un botanico docente a La Sapienza, Ignazio Ricci.
Si tratta quindi di una pianta perenne rizomatosa appartenente alla famiglia delle Iridacee, ma differisce dall’iris germanica; ibrido assai diffuso in Europa, per la taglia più contenuta, ma dai colori diversi.
La cultura è seguire strade diverse da quelle usuali, una pianta come simbolo di un anniversario per legare la città costruita, alla natura che qui si è evoluta. Del resto è il cedro che identifica il Libano, la foglia di acero il Canada. Una pianta, un fiore, per ingentilire un mondo che gentile non è.
Io metterei un botanico insieme a ricercatori della fauna: e magari scegliere come simbolo il tritone crestato (nella foto) o il tritone punteggiato. Una citta che si identifica nei suoi fiori e nelle creature viventi. Sarebbe invertire le cose: dove abbattemmo una foresta per fare città, oggi riscopriamo le foreste che sono dentro le nostre città, in un nuovo continuo. A Ninfa, 15 minuti di auto da Latina, la fondazione Gelasio Caetani ha “rimpaludato” 100 ettari di terreno da oltre un secolo usati per l’agricoltura, ha ripensato non la rivoluzione del terziario, non quella industriale ma quella agricola.

Qui, in questo piano le città sorgono, poi cambiano, poi muoiono poi risorgono: Ninfa-Sermoneta, Tre Tbernae – Cisterna, Antica Norba-Norma, Satricum-Latina, Privernun-Priverno, Circeii-San Felice Circeo. Ecco la cultura, ecco il compleanno sta nella terra del risorgere…
Così per cambiare, così per capire, per capirci, per dire che cultura non è il banale che sappiamo ma la meraviglia da scoprire, il tutto lungo la via Appia che di ogni via è madre e non mi par poco. Capitale della cultura? Non lo posso dire io, ma sicuramete da sempre luogo di vita.
La cultura non è architettura, la cultura non è case in fila, è anche case ma se piene di poesia. Buon lavoro ai saggi.



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