Passo del mattino

Passo del mattino

28 Luglio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Ogni mattino, ogni piccolo passo per uscire da quel mattino e entrare nel giorno. Lei si godeva questo tempo brevissimo che non aveva reso in alcun racconto. Usava per se stesa questa goccia di Chanel su una giornata. Era vestita morbida, era vestita come si vestono le nubi bianche di primavera così vanitose da essere ardite nella corsa nel cielo. Poi nel freddo, al tempo suo, si rendeva marinaio sulla poppa della nave a guardare il moto delle onde mai fermo.

In questo tempo indossava la sua bellezza che era sua, sua dentro, sua che nulla la poteva scalfire, suo dono della natura madre che si diverte a fare tante variazioni e solo alcune sono perfezioni. Ma ogni libro ha bisogno di un lettore, ogni quadro di uno sguardo stupito, ogni Paolina Bonaparte di marmo bianchissimo di un innamorato. Le lo immaginava soldato tornato da un lungo viaggio sulla Transiberiana lungo un tempo infinito. Soldato che aveva da raccontare come quella guerra per il Re si fosse trasformata in una corsa infinita e incerta per venirla a guardare.

Il soldato aveva perduto anche la speranza di averci sperato e ora era qui. Lei neanche immaginava di guerra, viaggio lungo anni, mari di alberi e neve e uomini grossi come montagne. Ed era lì, in una goccia di tempo che da lì a niente sarebbe stata un altro passo e niente altro che ricordo.

Il soldato era un ragazzo, o meglio forse lo era stato, nulla aveva da dare, niente da prendere ma in quel tempo fragile in cui si “capirono” lei volò sulla taiga nelle sue avventure, lui sulla sua bellezza per oltre bella.

Fu così che un libro grandissimo fu scritto in un tempo brevissimo, ciascuno fu al posto suo, ordine dell’universo, libero nel suo universo. Quello scambio di occhi erano mille dimensioni diverse, intorno tutti giurarono che non c’era stato alcun incontro, ma lei si senti non sola.