Fratelli d’Italia e l’ampiezza troppo ampia: il fioretto di Tiero
3 Agosto 2023Enrico Tiero sta diventando puntuale. Lui ,consigliere regionale da 16.000 voti personali e vicecoordinatore regionale del partito ha sollevato solo una settimana fa il nodo delle nomine regionali negli enti derivati: gli alleati tutelano i loro interessi, noi stiamo a guardare e chiamò in causa il senatore Nicola Calaldrini.: “Bisogna svegliarsi” ha tuonato. Risposta? Ha da passà ‘a nuttata, la frase di De Filippo è il mantra della gestione Calandrini che guarda a farsi guardare dai romani, meno a gestire i pontini.
Ma la notte non passa, ecco che esplode il caso Itri con il sindaco Agresti che “caccia gli uomini di Fratelli d’Italia e si fa una giunta in autonomia”. Itri certo è poca cosa, ma è la città di Elena Palazzo il potente assessore pontino in Regione, preparata, colta, capace sta oggettivamene con un motore diverso rispetto agli altri dirigenti del partito e nello specifico andava tutelata.
Sulla questione interviene anche Paolo Trancassini, coordinatore regionale del partito e Tiero lo sottolinea l’intervento-
Si fa, Enrico, giocatore di inaspettata raffinatezza: Tiero richiama chi interviene e mette l’evidenziatore su chi non lo ha fatto e non è intervenuto. Inoltre ricorda anche l’inefficacia azione del partito sul caso Gaeta di qualche mese fa: lì fu cacciato dalla giunta il rappresentante dei meloniani in Giunta reo di sostenere alle regionali Tiero e non Cosimino Mitrano di Forza Italia.
Ergo: non interviene ora, è stato inefficace ieri. Il vino dell’anno scorso è andato in aceto, quello di quest’anno lo stiamo trascurando.
Poi Tiero si fa fotografare con il sindaco di Latina, Matilde Celentano, insomma “incalza” e fa “politica in autonomia”. Anche perché i Tiero stanno ampiamente a credito con il partito, visto che il fratello Remo è sì presidente del consiglio comunale ma non per “grazia” del partito ma per evidenza di 2400 voti personali (ed è stato votato anche dalla minoranza, quindi fuori da spartizioni) e anche l’amico e assessore Gianluca Di Cocco con oltre 1300 voti ha conquistato non una “nomina fiduciaria” tipo capo di gabinetto, o direttore generale, ma il posto che un simile consenso esigeva.
Sono alle porte le elezioni europee, probabilmente anche le provinciali, il messaggio è “a scatola chiusa comperiamo solo Arrigoni, e qui di marmellata se ne vede ma nei panini degli altri, pure col burro. Enrico Tiero è un pragmatico, ma viene dalla scuola della sinistra dc e sa bene che il potere è posizionamento, rete e consenso: lui i voti suoi li conta sempre, altri da tempo hanno saltato. Come diceva Sergio Leone? Se un uomo nominato incontra un uomo votato, l’uomo nominato è… avvertito
Una parrocchia non si governa dalla sacrestia, bisogna uscire per la messa almeno, bisogna poi salutare i fedeli fuori dalla porta, andare alle processone, mettere qualche soldo almeno per i fiori, e non “gestirli in confessione” senza conoscere manco l’atto di dolore. Pure i viceparroco se incazza.


