Ghino di tacchino/6 A Latina i palazzi pensano e le pietre corrono: Capitale italiana dei miracoli

Ghino di tacchino/6 A Latina i palazzi pensano e le pietre corrono: Capitale italiana dei miracoli

6 Agosto 2023 2 Di Lidano Grassucci

Mi quasi vergogno a tenere questo “diario”, non sono io che vado a cercare le cose ma le cose che vengono a me ed io non resisto, debbo metterli alla berlina. Cosa volete sono buttero e la banalità mi uccide, la stupidità pure e debbo dire.

Dice… a Latina siamo capitale della cultura, i meglio in tutta Italia. Bene, bravi, bis.

Ma perchè siete capitale? Per la ragione: qua, pensate, pure i palazzi “ragionano” so razionali-razionalistici. Ma di che ragionano? “Si futuro”, so futuristi.

Bene, bravi, bis. Che figo, sto in un posto figo se pensano i muri immaginate cosa possono pensare i cristiani.

Allora ho capito siamo capitale italiana delle cultura per via dei palazzi che ragionano di futuro. Effettivamente nelle altre città i palazzi non sono “razionali e non hanno gli orologi”. Frequento Roma e confermo di non aver mai visto un palazzo romano fare un cruciverba, a Latina anche la fontana sporca della Stazione ferroviaria appena arrivi ti spiega il teorema di Pitagora.

Tanto è vero che da noi, e vengo al miracolo di oggi, le pietre pure camminano: davanti alla Chiesa di San Marco, la cattedrale, i panettoni antitraffico, i pezzi di marciapiede si sono riuniti, siccome pensano, per chiedere un mutuo alla Banca Popolare di Fondi che insiste li avanti.

Le pietre hanno anche chiesto la foto di rito impostata con il sindaco, pure questo è un evento (suggerirei però di andare su questo punto specifico a lezione da Vincenzo Zaccheo che aveva stile da vendere, voi molto da imparare)

Stante il fenomeno dei panettoni camminanti io credo che dobbiamo aspirare oltre “la capitale della cultura iatliana”, e puntare a capitale dei miracoli, mondiale. Il Papa gira ancora con Fatima.

I nostri palazzi pensano e le nostre pietre corrono, che posto.

PS: si è vero sono vile, sparo sulla Croce rossa. Sono vilissimo.