Mattina

Mattina

14 Settembre 2023 0 Di Lidano Grassucci

Che orologio ha il mondo? Ma il tempo non lo ha creato il mondo ma la nostra corsa. Mi perdo dentro pensieri miei, poi cerco negli occhi d’intorno se è solo mia questa ricerca. Un bambino gioca su di un passeggino, un gatto va per i pensieri suoi, un cane gli abbaia ma lei se ne frega.

Quadro di un mattino, le ragazze vanno di fretta, gli amici salutano per ricominciare quello abbandonato ieri. Silenzi. Le città si svegliano lente, con gli occhi appannati.

Le persone serie si fanno rapire dagli appuntamenti, facce pesanti di gente che ha da fare. C’è chi si è perso dentro i calcoli degli interessi composti da nascondere a sera.

Ordino un caffè, tutto è distratto. I spero di non essere banale, di essere non un numero ma un umano. Saluto, c’è chi mi spiega co dovizia l’ingiustizia di un mondo cinico e baro, una congiura contro di lui e lui soltanto.

Io immagino come fosse vero di un caffè condiviso in uno sguardo diviso per raccontare di un saluto salutato. Una grazia dietro un passo di danza impossibile, una storia da scrivere toccata lieve con mano.

Un signore si avvicina e parla del suo tormento, io ero assorto nel mio senso e vorrei perdermi in questa scena da film americano. Su una strada che dire ritta è dire poco mi fermo con la mia auto stanca di corsa lunga e il bancone è lungo, lungo. Il caffè è nero e bollente, intorno non c’è niente, la sfioro con la mano. Saluto il tormento di quell’uomo solo e mi guardo la mano come a sentire il sogno.

Non c’è niente da dire, solo un giorno da cominciare e la fatica di farlo davvero.

Quasi, quasi mi prendo un caffè, a lo avevo ordinato sarà stato l’aroma ad avermi inebriato.

 

Nella foto: Vettriano, Bar