Latina capitale della cultura se sapesse ridere

Latina capitale della cultura se sapesse ridere

22 Settembre 2023 0 Di Lidano Grassucci

Ridere sempre così giocondoRidere delle follie del mondoVivere finché c’è gioventùPerché la vita è bellaLa voglio vivere sempre più

Tito Schippa, Vivere

Latina ha questo difetto, non ama  ridere, non si riesce a prendere in giro, è seriosa ma non conosce serietà. Ciascuno qui è figlio di una mostra. Vogliono diventare capitale della cultura ma non hanno il capitale dell’umiltà. Già, l’umiltà che è sapere che non sappiamo, che siamo in un mondo grande, grande e il nostro è un pezzo e non il tutto.

Bergamo e Brescia si sono fatti una guerra per via dei primi che accusavano i secondi di “furto della luna”. Modena e Bologna si “odiano” per via del “rapimento di una secchia”. Queste storie non se le fanno raccontare da altri, ma le raccontano loro. Sono di Sezze e rimprovero a Priverno il “blocco navale delle lumache”, noi le chiamiamo ciammaruche. E ci divertiamo a sfotterci attribuendo all’altro il limite che è nostro, da secoli.

Con Sermoneta, noi setini, facemmo una ordalia per le spoglie di San Lidano, vincemmo noi di Sezze e io per questo mi chiamo così, a Sermoneta gli duole ancora e gli resta il castello dei signori, noi abbiamo la saggezza della cupola della chiesa dei gesuiti. Storie che devi ridere visto che San Lidano fece cristiane queste lande desolate stupendo il mondo facendo il miracolo di far tacere le rane.

Disse “zitte un pò,…” e il silenzio “invase la pianura”. Poi Lidano capì dalla mancanza l’importanza di quel canto anch’esso “creatura” di Dio e gli mancò tanto da decidere di far ricominciare il canto

Un uomo abbraccia una ragazzaDopo che aveva piantoPoi si schiarisce la voceE ricomincia il canto
Te voglio bene assajeMa tanto tanto bene saiÈ una catena ormaiChe scioglie il sangue dint’ ‘e ‘vvene sai
Lucio Dalla, Caruso
La bellezza è sapere fare di cose grandi, storie capaci di stupire gli umili. Sulla via Appia un viandante va verso Roma, il tempo è del passo non dell’automobile, i viaggiatori sono persone stanche, avventurieri, soldati, pensatori più vicini alla follia che alla verità. Costruttori di Fedi, qui Paolo Di Tarso si fermo pensando a “fondare” la religione più importante del mondo, ma l’hanno dimenticato esaltando uno che invece di mettere le sue cifre sulla camicia, ci fece un palazzo. Ridere di un palazzo e ascoltare il canto incessante delle rane… questo è grande. Passa un aereo e Alessandro Marchetti saluta, l’ho fatto io pensando a come si poteva fare un salto dal tempio di Ercole all’infinito, senza farsi male. Come fanno i falchi.
Chi ti lecca dinnanzi, ti morde di dietro
Giulio Cesare Croce, Le astuzie di Bertoldo (1606)