Ricordando Fernando Bassoli nelle amnesie di una comunità
8 Dicembre 2023Licia Pastore mi invita a presentare il suo libro sulla figura del primo sindaco di Latina, il repubblicano Fernando Bassoli. Iniziativa dell’Anpi di Latina che si svolge nella sede della Cgil di Latina. Fa un freddo boia, ma è tempo suo. IL libro ha alle spalle una ricerca di archivio importante, l’autrice ha fatto un poco la detective della storia e nella storia per recuperare una memoria di cui nessuno ha “interesse” a rivendicare. I democratici? Ma cosa c’entrano con le “terre salvate dall’inferno”, con “le città nuove”. I laici, repubblicani? E cosa c’entra Mazzini con la sua umana generosità e democratica idea di Italia con l’ordine in nero del fondatore di città e ripristinatore di orari dei treni?
Infatti il libro è coraggioso
“Per somma ventura le cannonate hanno demolito le orme ricordanti la dittatura e se le opere rinascono è per la virtù del libero lavoro di maestranze democratiche in libere camere del lavoro”
Fernando Bassoli, sindaco libero di Latina
Leggo, ascolto e mi passano in mente le retoriche urbanistiche, le masturbazioni della “sinistra architettonica” che descrive i 4 palazzi pubblici della dittatura come sopra la bellezza di Babilonia, come quasi eguali, ma per difetto per l’Egitto, delle piramidi. Nella menzogna storica che c’è stata una città ideale (la città di Dio per dirla con Sant’Agostino) rovinata dagli uomini con i loro volgari bisogni, con la necessità delle fogne. Una città utopica che tanto piace alla sinistra degli architetti.
Il libro non è mai retorico, mai ampolloso, sempre rigoroso, sempre nella città degli uomini.
Per far nascere una città ci vogliono… i monumenti ai caduti, le statue ai patrioti (quelli veri). Ogni borgo d’Italia ha un angolo che ricorda chi per la Patria è morto, con i nomi stampigliati. Sei città italiana se hai questo e chi realizza questo è cittadino di una città. A Latina il monumento ai caduti lo fanno i liberi, le statue a Mazzini e Garibaldi le mette Bassoli. Fonda la città chi ne testimonia memoria.
L’incontro è presentato da Maria Luisa Checchini presidente di Anpi, intervengono Laura Berti (vicepresidente Anpi), Carlo Bassoli in collegamento, porta i saluti la nipote Rossella Bassoli. Presente, naturalmente l’autrice.
Una giunta di sinistra che arriva al 1951 quando, dal ’48 era iniziata l’era democristiana.
Della particolarità degli effetti della vittoria alle elezioni nazionali dei cattolici e la scelta di Bassoli di dimettersi, salvo poi la decisione politica di andare avanti fino alla scadenza naturale è oggetto dell’intervento del figlio Carlo. Che parla anche dell'”omissione toponomastica”. Neanche un vicolo è intitolato al primo sindaco della città
Non essere nostalgici di capi o baciapile è colpa nella città dell’uniformità, della pigrizia intellettuale davanti alla complessità della storia. Mazziniani in terre di Papa re, democratici in città di adunate oceaniche… meglio far finta che Bassoli non è mai esistito, meglio dire davanti agli scioperi alla rovescia, alle occupazioni delle terre: ma che cosa sono.
Antonio Pennacchi che amava il fascismo e il comunismo ha una strada seppur sperduta per le campagne, Bassoli che ha costruito una città libera deve attendere…
Il merito di Licia Pastore ? Aver testimoniato e non è certo poco
Licia Pastore
Fernando Bassoli, primo sindaco della città di Latina
prefazione Guido Crainz
Atlantide editore
15 euro


