Matilde: contrordine compagni! Il permesso di fare i botti di capodanno è da intendersi che si possono fare le scie luminose ma non rumorose

Matilde: contrordine compagni! Il permesso di fare i botti di capodanno è da intendersi che si possono fare le scie luminose ma non rumorose

30 Dicembre 2023 0 Di Lidano Grassucci

ATTENZIONE: L’articolo contiene richiami alle vignette di Giovannino Guareschi su Il candido, settimanale umoristico anticomunista del secondo dopoguerra

 

Contrordine compagni! Il provvedimento dello staffo che annunciava i giochi pirotecnici con botti per Capodanno era da intendersi che una volta con il passato regime ci sarebbero stati i botti, ora le luci senza botta alcuna.

La precisazione arriva alle 14,26 di oggi dopo l’articolo di quel servo del vecchio regime di Lidano Grassucci che chiedeva a Matilde di fare Matilde (era animalista prima di essere sindaco) articolo che i compagni dell’ufficio stampa, giustamente, non avevano messo in rassegna in quanto “non riguardante l’amministrazione”.

IL DISPACCIO DELL’AGENZIA STEFANI (diciamo una Ansa di destra, si fa per dire)

Non la riguardava tanto l’amministrazione che ci hanno fatto una apposita ordinanza, hanno richiamato il fuochista e smentito il maestro delle feste in carica.

I cani ringraziano, ma anche io ringrazio per l’utile lavoro che sto facendo per questa amministrazione, che pure non sostengo, ma ora mi mettono in difficoltà: come faccio a non sostenermi?

Ho detto delle bandiere e bandiere furono, ho detto dei cani e i cani sono salvi, ho sostenuto che in conferenza stampa l’ultima a parlare sia il sindaco e questo è. Le altre cose… me le sono pure dimenticate.

Una domanda sorge spontanea: ma a che vi serve lo staffo?

NOTA DI LETTURA: Staffo è il maschile di staff, come sindaca è il femminile di sindaco, poi staffo è italiano e noi siamo patrioti quelli che cognac e brandy lo fanno diventare arzete (Ma questa la capisce solo Cesare Bruni, che ve la spiegherà volentieri). Visto che ci sta Cesare vi spiegherà anche l’Agenzia Stefani (scusami Cesarotto se te faccio fadia)