“Partecipazione”

 “Partecipazione”

27 Febbraio 2024 1 Di Fabio D'Achille

(Articolo introduttivo ai documenti di Cristina Rossetti)

Fra gli anni ’70 e ’90 è stato diffuso a Latina un giornale ciclostilato dal titolo “Partecipazione”, che si occupava di politica, cultura e controinformazione.

Il giorno 2 dicembre dello scorso anno (2023) si è tenuto un incontro presso lo Spazio Eventi del Museo Giannini di Latina, organizzato dagli ex redattori Rosalia Carturan, insieme a Sergio Ulgiati, Massimo Carturan, Vincenzo De Angelis e Patrizio Porcelli, per ricordare l’esperienza straordinaria che ha rappresentato tale testata in quegli anni, in cui circolavano solo le cronache locali de “Il Messaggero” e “Il Tempo”.

L’incontro molto affollato è stato annunciato sui social da “Radioluna”, “Latinatoday” e “Il Messaggero”. In tale occasione i redattori hanno presentato il lavoro di digitalizzazione del giornale per diffondere, attraverso un sito web, tutti gli articoli pubblicati allora.

In primo luogo si sono ricordati Gianni D’Achille e Franco Squicciarini, due figure di spicco di “Partecipazione”, la cui scomparsa recente ci ha privato delle loro testimonianze preziose.

Rileggendo gli articoli, si comprende come si andasse diffondendo il desiderio di tanti giovani di partecipare alla vita pubblica cittadina, nelle varie forme associative e nel tentativo encomiabile di realizzare quella forma di democrazia auspicata dalla nostra Costituzione, attraverso la corresponsabilità dei cittadini, soggetti attivi e non passivi.

Lo scopo principale era dunque di collaborare ad una crescita personale e collettiva della cittadinanza, a livello culturale, sociale e politico.

Nacquero in quel periodo numerosi centri culturali di base in vari quartieri della città, dove ci si interrogava sulle problematiche comuni, se ne cercava l’origine e se ne studiavano le possibili soluzioni. Si diffondeva “Partecipazione” nelle scuole, nei quartieri, nelle parrocchie, nelle sedi dei partiti, nei Centri sociali, accogliendo i contributi dei vari gruppi, specialmente giovanili; si organizzavano incontri con discussioni sui problemi cittadini, basandosi sul metodo della ricerca obbiettiva, documentata e trasparente. Di qui scaturiva la controinformazione riguardante tali problemi, spesso  ignorati dall’amministrazione pubblica, quando avrebbe dovuto occuparsene per risoverli in vista di un beneficio generale della popolazione.

La redazione di “Partecipazione” ebbe sempre il problema della sede per le riunioni, che dovette cambiare più volte, secondo l’accoglienza ora accordata, ora negata dal Comune di Latina, in luoghi che a volte le venivano concessi a titolo gratuito, generalmente insieme ad altre associazioni culturali cittadine.

Era inevitabile che ogni numero del giornale fosse visto dall’amministrazione pubblica con un certo sospetto; si trattava di contro-informazione, contenente una possibile denuncia di qualche omissione, o una sollecitazione a cui era chiamata a rispondere. D’altra parte il giornale rappresentava un modo di crescere a beneficio della cittadinanza. Era una vera “palestra di democrazia”.

L’incontro del 2 dicembre ha visto sfilare molti redattori di “Partecipazione” e simpatizzanti, fra cui Giulia Caprì, Gustavo Giorgi e Attilio Drigo, ognuno dei quali ha mostrato come l’esperienza comune abbia lasciato delle tracce profonde nella loro vita, per avere continuato a perseguire gli ideali del gruppo di allora.

 Vincenzo De Angelis infine ha portato la sua testimonianza di come abbia diffuso le idee innovative, condivise dal gruppo di Partecipazione, attraverso il lavoro teatrale, svolto allora dalla sua compagnia “Il Baule”, specialmente insieme ai bambini . Vincenzo ha concluso quindi l’incontro offrendo, insieme a Raffaella Donato, un esempio di teatralità ad alto livello con l’interpretazione gustosissima dell’opera di Dario Fo dal titolo “Il matto e la morte”.

Anche io personalmente ho partecipato per un certo periodo a “Partecipazione”, scrivendo alcuni articoli ed assorbendo le idee di democrazia partecipata, che ho conservato ed elaborato successivamente, nel mio lavoro di insegnante e di ricercatrice storica. Di conseguenza ho trovato lodevole il lavoro svolto dal gruppo che ha “riesumato” l’esperienza di quegli anni, dal momento che i valori a cui ci ispiravamo allora sono ancora validi e vanno riproposti alle nuove generazioni. La disaffezione al voto, così diffusa purtroppo, è un triste segnale di sfiducia nella democrazia che, promuovendo la partecipazione, si potrebbe far rinascere.

Seguono gli scritti di alcuni relatori di “Partecipazione”, presentati in occasione dell’incontro segnalato: sul sito di partecipazione http://www.carturan.com/partecipazione/

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