L’angelo di Dio

L’angelo di Dio

15 Marzo 2024 0 Di Lidano Grassucci

Ángele Dei, qui custos es mei, me, tibi commíssum pietáte supérna, illúmina, custódi, rege et gubérna. Amen.

 

Ogni tanto bisogna pur fermarsi, ad un autogrill, prendere fiato. Ti fermi, il motore dell’auto prende “freddo”, tu avvolgi tra le mani una tazza di te. Solo in questo viaggio ove cerchiamo di tornare alla madre, di tornare ad essere i bimbi che fummo e la madre dovette dirci che era ora di andare via.

I leoni ad un certo punto sono “cacciati” da chi li ha generati e cercano nel mondo di tornare al loro mondo. Ecco il viaggio in cui ci si sente come se fossimo cacciati da un mondo che invece era accogliente, anzi ci ha accolti.

Tutti abbiamo questo stato di animo e confondiamo il ritorno al dove eravamo con l’avventura di vivere in terreno aperto, dove il confronto è libero e alla pari, non in grazia “di divino amore”.

Così viene un angelo di Dio ad annunciare un’altra novella, a dire che il tempo non si misura con la misura delle ore, con le clessidre, con gli orologi ma con questa scoperta di un tempo in cui non segni il ritorno, ma accetti il cammino. Tempo in cui ti senti chiaramente dentro un altro destino che non sei condannato al tempo che hai dato.

Sfoglio un album di foto con mia madre, la guardo, ne sento il vicino ed il distante, ma ora non la cerco presente, l’amo per il suo percorso, per la mano bimba mia stretta alla sua, ma è un altro vestito che ho indossato. Mi guardo la mano, la giro, la giro di nuovo, e ora non chiede protezione dalla paura del mondo ma ha la consapevole certezza di cambiarlo anche con una carezza.

E venne un angelo di Dio a dirmi che la vita è della creatura che sono e non più nell’ansia creatrice. L’angelo mi prese per mano spiegandomi come dobbiamo andar lontano, perché siamo destinati alle distanze.