Latina nell’avventura “capitolina” e la mia sindrome di Stanlio e Ollio
15 Marzo 2024La vicenda della scelta sulla capitale italiana della cultura è finita, ha vinto L’Aquila. Latina? Ci ha provato e chi si cimenta va sempre premiato. Odio chi non fa, ma chi fa può fallare e nulla fa, è la vita. Detto questo è mio mestiere raccontarvi quel che vedo con questi occhi miei che ne hanno viste tante e dentro ho mille ricordi della mia gente che in queste terre ci vive da mille e mille anni rispettandone la selvaggia libertà, l’amore profondo per la santa anarchia.
E allora continuo a raccontare per come mi viene quel che vedo, quel che sento dentro.
Nel seguire l’ audizione al ministero della cultura di Latina che si candidava a diventare capitale italiana della cultura mi sono sentito come mi sentivo da ragazzo nel seguire Stanlio e Ollio. Mi immedesimavo in loro due tanto da star male e non ne finivo uno. Non riuscivo a guardare.
Ecco è la sensazione che ho avuto nel seguire l’ audizione, nulla girava per il verso giusto. E di Stanlio ed Ollio ancora oggi non riesco a ridere.
Direte, brutta figura e basta? No, in quei giorni l’ex assessore di Latina Maurizio Guercio ha preso carta e penna e ha raccontato con puntigliosità il dipanarsi della figuraccia, questi architetti sono precisi.
Lui, poi, non è neanche accusabile di essere prevenuto per la sua militanza di sinistra, infatti è sempre stato a destra, ed è stato responsabile della cultura di Fratelli D’Italia.
Lui, a differenza di me, non ha la sindrome di Stanlio e Ollio ed ha seguito tutta la vicenda, giocando con i paradossi.
Ne volete alcuni? Alba ha il sostegno finanziario della fondazione Ferrero, Treviso delle Generali, Matera della Shell e dell’ Eni.
Latina? Neanche dei chioschi al mare. Latina poteva chiedere sostegno a Terna, la società che gestisce la rete elettrica visto che a Latina insiste il più importante cavidotto elettrico e non solo del continente (lega la rete elettrica sarda a quella italiana), a pochi metri dal confine di Latina con Cisterna c’è lo stabilimento della Leonardo, uno dei giocatori mondiali più importanti nel settore difesa.
Ma nessuno ha pensato di contattarli.
Latina ha una centrale nucleare in dismissione, la società che lo gestisce, la Sogin, ha enormi risorse, ma chi l’ha contattata?
La sindrome da Stanlio e Ollio non ha colpito Guercio che ha dato voce ad un sentire diffuso, ad un fastidio per un comune che si autoreferenziale sia verso i suoi cittadini sia verso il resto del mondo
. Stanlio e Ollio si percepivano probabili al mondo ma non lo erano, meccanismo comico. Ora anche la destra storica della città si rende conto che non c’è testa in questa esperienza amministrativa.
La destra non è dialettica ma se uno dice che il Re è nudo gli altri non possono dire che è vestito.
Del resto il Comune di Latina ha “irritato” Tiziano Ferro in nome di ortodossie che neanche il Primate autocefalo chiedeva.
Risultato? Oggi che avrebbe fatto la differenza Tiziano Ferro non sta con la sua città.
Il marito che per fare dispetto alla moglie si evira. Guercio “fa parlare la destra normale”, l’ amministrazione ha bandito la fantasia, l’ironia, ma ora che ci sia di lezione cerchiamo di non ripetere ma guardiamo in altra direzione.



…non capisco la meraviglia…la destra di latina è questa roba qua, da sempre…ricordi finestra e il centro intermodale?…tanti soldi buttati, per cosa?…e la banca di latina?…e le terme?…tutte battaglie fasulle, e non ci voleva molto per capire quanto fossero fasulle…
Aggiungo ai progetti fasulli la metro e il porto a foceverde