Latina capitale, la filiera di Calandrini e quella de L’Aquila
16 Marzo 2024Esistono figure mitologiche, figure da bestiario. Animali e miti che qualcuno giura di aver visto, qualche altro in base al racconto ne fa disegno. Draghi da abbattere, mostri dentro laghi del nord, abominevoli uomini che si aggirano in lande remote. Da noi c’è un mostro strano, si chiama “filiera di governo”. Un mito che confonde un modello di produzione integrato con “linee di potere dedicate”. Se sei nella filiera fili, se sei fuori ti escludono. Teorico di questa politica è la destra versione Nicola Calandrini. Come fila lui neanche i telai di Como. E debbo dargli ragione: nella vicenda della capitale italiana della cultura la filiera ha funzionato, l’ animale da bestiario, lo abbiamo visto tutti si è palesato. Aveva ragione Calandrini, esisteva.
Solo… Ecco solo che quando vai per questi mari questi pesci trovi. Ha funzionato la filiera ma… Ma per L’ Aquila. Abbiamo scoperto che il nostro, la filiera di Latina, non è amore ma un “filarino”. Abbiamo scoperto che per filare ci vuole il telaio, gli operai buoni, gli ingegneri migliori, una storia che conosce filo, ordito e trama. Noi? Abbiamo preso Sanremo per la Corrida di Corrado. Siamo andati da dilettanti a cantare con Bocelli e manco l’ abbiamo capito perché siamo stonati e il filato senza filo non fila a meno che non sia un formaggino che fila e fonde… Confonde.


