La redenzione dell’Agro spiegata ai bambini
25 Maggio 2024Mi invita Giuseppe Coriddi: “vieni a presentare a dei bambini il dipinto la redenzione dell’ Agro di Cambellotti che sta in aula consiliare della Provincia?“.
Resto un poco perplesso, i bambini sono difficili nelle loro mille curiosità. Io, poi, gli dovrei parlare di un mondo strano, di dolore e di prepotenze che ancora non finiscono tra noi. Gli dovrei dire della paura di aver paura di essere liberi.
La giornata dell’appuntamento è bella, debbo fare tante cose, cose per vivere nel mondo e cose per vivere io.
Gli ho detto di sì a Coriddi, lo avrete già capito. Entro nell’ aula consiliare . Sono tanti i bimbi, tutti col cappellino giallo. Dagli occhi si vede già che hanno mille domande che si sono preparati. Assomigliano tanto ai miei quattro piccoli mici, hanno poche settimane, che mi aspettano davanti alla porta di casa per entrare: sono piccoli, ma 4 e veloci moltiplicato 4… entrano sempre, mi battono sempre.
Giuseppe Coriddi presenta questa piccola “lezione” e io inizio parlando di come siamo piccoli in questa sala grande e i bambini capiscono perché loro sono il domani che sarà grande ma oggi appare piccolo. I vecchi vogliono incutere timore ai bimbi, vogliono insegnargli i no e mai parlargli delle possibilità e quindi hanno bisogno di barare con le altezze.
Gli spiego il dipinto, la Redenzione dell’Agro di Duilio Cambellotti, dicendogli che questo è un racconto, è come un libro, solo che scritto per figure e non per lettere, ma ha lo stesso scopo: raccontare per essere “letto”. E lo leggeremo insieme per il tempo che ci è dato. Pretesto il quadro, tema “la redenzione dell’agro” come umana storia.
Gli spiego il dipinto con gli occhi degli uomini veri e liberi di questa terra e la “prepotenza” ordinata di chi doveva solo obbedire. Ma non nego come l’ amore seppur non previsto sta nella storia “scritta” su questi muri anche lui: il Circeo, la sua maga, l’ amore per Ulisse.
Ulisse che era un gran figo che girava il mondo volendo solo ritornare nel suo. Una maga innamorata che fa cose cattive ma per amore mentre chi ha fatto “cose vestite di buono ma cattive” non ha amore. Ai bimbi piace vedere i segni nel dipinto, scoprire radici che non sapevano, percepiscono gli scuri e i chiari. Vedono la firma del pittore, cercano i segni.
Scoprirsi figli della libertà li farà uomini liberi quando le carte saranno nel loro gioco. Confesso, loro, che sono erede degli uomini brutti, impauriti, cacciati via dal loro mondo. Confesso che amo la selva e non il piano, il disordine e non l’ordine.
I bambini capiscono gli occhi dei personaggi e sono nel dipinto dentro. Tante domande, molte erano difficili perché io potevo solo rispondere del passato, loro hanno occhi dritti e aperti nel futuro. Io gli posso fare vedere ciò che ho visto, loro non possono farmi vedere quel che vedranno. Però noi butteri (gli uomini vecchi) eravamo gran fighi, come Ulisse, tali e quali, e come lui vorremmo tornare a casa, senza proci e falsi amici.
Vorremmo tornare in quel posto dove c’era la selva ma anche la prima “autostrada” del mondo, dove c’erano gli inferi ma nasceva la religione che pensava il paradiso per i giusti.
I PROTAGONISTI
I bimbi della V C/D dell’Istituto comprensivo Da Vinci/Rodari

Simona Torrisi, Emanuela Damiano, Oriana Calvani, Valentina Cusimano, le insegnanti e la professoressa Del Grande

Giuseppe Coriddi, consigliere comunale di Latina
Duilio Cambellotti che ha fatto il dipinto


