Quel pasticciaccio brutto di “cedere” il Comune all’università: Polimeni sindaco, Celentano stopper
29 Maggio 2024Non è possibile, a tutto c’è un limite. Il Comune di Latina sta cedendo il suo patrimonio immobiliare, di fatto, ad un soggetto terzo.
Il sindaco facente funzioni pro tempore, Matilde Celentano, e il suo nume tutelare senatore Nicola Calandrini vogliono cedere per trenta (dico trenta) anni due edifici (il garage Ruspi e l’ex Banca d’Italia) del Comune all’università La Sapienza di Roma.
Prima domanda: perchè a La Sapienza e non a Tor Vergata, a Cassino, alla Federico secondo? Con che criterio è determinata La Sapienza? Sono state consultate le altre università?
Seconda domanda: cosa ne farà dei due edifici per 30 anni l’Università? A scatola chiusa si compera solo la confettura Arrigoni, e qua di dolce non c’è nulla.
Il sindaco Celentano definisce, sui giornali con toni degni di ben altre cause, questa “cessione” rivoluzionaria, allora completi la rivoluzione e ceda il Municipio a La Sapienza si tolga di mezzo e faccia governare la cosa pubblica dal Magnifico Rettore, così risparmiamo. Finisca la rivoluzione e sciolga il consiglio comunale e faccia insediare il Senato accademico, le assicuro che sono preparatissimi e magari sanno cose è un premio Nobel.
Una città che ha 100 anni, anche meno, ci guadagna certo ad essere governata da una istituzione fondata nel 1303. Una bella rivoluzione e avremmo anche vantaggi oggettivi per aspirare a capitale della cultura…
Il sindaco definisce rivoluzionario farsi sostituire dichiarando, di fatto, la sua insignificanza. Di fatto la filiera di governo della città ammette di non avere alcuna idea e l’appalta all’esterno.
Il Comune abdica a se stesso.
E’ come se io comperassi casa, con un mutuo, ma non mi servendomi la cedessi ad un altro. Rammento a me stesso che i soldi per il Ruspi e per l’ex Banca d’Italia sono dei cittadini di Latina non degli studenti de La Sapienza che pagano le rette non al Comune ma all’università che ha anche i fondi del governo che non spettano alla città. La Sapienza non è l’immobiliare del Comune di Latina.
Nessuno dei 130 mila abitanti ha votato Antonella Polimeni, rettore de La Sapienza, a governatore di Latina, ma di fatto si è spogliata motu proprio della funzione di sindaco la Celentano. Il tutto in spregio del consiglio comunale, di tutto il consiglio comunale maggioranza e opposizione. Cedere per trenta anni un patrimonio immobiliare che vale vicino a 10 milioni di euro non è cosa da 4 amici al bar.
Rivoluzionario? No scandaloso politicamente.



Verissimo.un altro motivo per non avere questo bel giornale in rassegna stampa.il contradditorio non e’ ben tollerato