Il gradimento… Celentano convince il Sole 24ore
15 Luglio 2024La classifica del gradimento dei Sindaci, realizzata dal Sole 24 Ore, mi vede al quarto posto a pari merito con i primi cittadini di Treviso, Novara, Mantova, Imperia, Ragusa e Venezia. Su tutti i comuni capoluogo di provincia analizzati, inoltre, sono la prima donna in classifica. Ai cittadini, che ringrazio ancora una volta, è stato chiesto di dare un giudizio complessivo sull’operato del Sindaco e se, in caso di nuove elezioni già domani, tornerebbero a votare per l’attuale primo cittadino, mi rivoterebbero a maggioranza
Matilde Celentano, sindaco di Latina
Se la classifica fosse stata negativa avremmo, noi giornalisti, fatto titoli cubitali, ora è positiva dobbiamo essere dello stesso avviso per coerenza. Ma? Ma chi fa questo lavoro conosce la volubilità delle opinioni pubbliche, il correre a vincere e abbandonare chi perde salvo il contrario a ruoli invertiti.
Dalla classifica il sindaco dovrebbe prendere ragione e spunto non per contare chi lo risceglie, ma preoccuparsi per chi non lo ha fatto, chi non lo fa, chi non lo rifarebbe. Non serve dire… siamo bravi, questo lo si spera, serve dire cosa dobbiamo fare meglio. Latina è citta di maggioranza, l’opposizione, la differenza dispiace sempre.
Mia madre, cispadana Doc, alle elezioni davanti ai risultati chiedeva “ho indovinato questa volta?”. Intendeva dire se il partito da lei votato era vincente. Non testimoniava una scelta, come quel comunista setino di mio padre, ma affermava il bisogno di “vincere”. Ogni popolo, seppure in via di formazione, ha caratteristiche sue proprie. Cito Antonio Pennacchi, per una volta consentitemelo, che diceva che i paesi che hanno il castello non hanno cittadini da sudditi, aggiungo che se hanno chiese hanno fedeli. Latina è piatta, non dissente mai. Fascista a tempo debito, democristiana il resto della vita, poi come si è potuto tra nostalgia e iperliberismo, ma sempre sul “con chi vince”, maai con “chi sento vicino”. A Latina in politica ci posizioniamo non discutiamo.
Latina è in piano ma bastano una ventina di metri per fare l’edificio più alto la torre del potere pubblico (la torre civica) e quasi uguale per non far torto il campanile di San Marco. Qui non esiste rivolta, non si nasce per opposizione. Alla luce di questo il sindaco deve incassare il consenso evidente, ma deve preoccuparsi del contesto emergente. Una città scollegata, che si svuota, che comincia a cambiare opinione, che non sente il respiro del domani. Che non ama più costruire ma vuole abbattere: abbattere il Key, abbattere il palazzo delle Poste che ha sostituito la scala rampante per poi “rifare”, invece che “fare”. Una città che si pensa come un set cinematografico che monti le scene di Jurassic Park, poi le smonti e giri il Gladiatore. Ecco sindaco prenda il filo non del consenso ma dia un suo senso a questo posto dove la torre civica si pensa, è pensata, ancora come alta e forte e non si è accorta dell’altezza dell’intorno.
Apra il Comune a queste altezze e cerchi chi non è convinto che chi è convinto già sta con lei. Il politico avveduto si pone l’opportunità del bicchiere mezzo vuoto, sul pieno non ci può far nulla. Legga il sindaco chi non l’ha scelta, gli altri li ha già convinti.


