La pugile Carini e la geopolitica sui generi
2 Agosto 2024Il fatto del giorno è il match olimpico di box con ritiro incorporato che ha visto protagonista la nostra atleta Angela Carini. Potevo non commentare la vicenda d’oggi che vede noi italiani pronti, come sempre, a
dividerci in fazioni senza saperne o capirci una cippa? Si che potevo non commentare, come faccio sempre
in questi casi, perché tanto lo so come funziona. Ci si schiera per fazioni a prescindere dai fatti e dalla
realtà. La fazione nera sceglie la posizione A? Tutta la pletora di giornali politici e militanti neri sceglie la A,
senza porsi il minino dubbio e con sicumera rozza e tanta retorica. La fazione rossa per risposta sceglie in
automatico la posizione opposta, la B. Giornali, intellettuali e militanti rossi le vanno appresso con ditino
alzato e saccenza spiegando che chi non è d’accordo è ignorante, fascista e non hanno capito nulla perché
la scienza, il diritto, l’economia, l’ONU e bla bla bla. Potevo non farlo ma lo faccio, cercando una più ampia
angolazione che ha a che fare con la geopolitica. Anche perché non c’ho capito nulla dal punto di vista
scientifico-biologico. Devo dire pure gli scienziati che ho ascoltato non mi sono sembrati così “definitivi”.
Forse perché in alcuni casi particolari, come quello di Imane Khelif, la definizione del genere può prevedere
presenza contestuale di parametri sia “maschili” che “femminili” poco decifrabili in senso assoluto. Il
problema nel caso delle competizioni sportive però non è tanto la definizione maschio-femmina ma se un
atleta abbia, dalla sua condizione fisica, un vantaggio illecito o spropositato per gareggiare in una categoria.
Fatto rilevantissimo per gli sport di combattimento, tanto è vero che gli atleti si differenziano per categorie
di peso e vengono fatti degli accertamenti per verificare l’assunzione di ormoni. Il tema quello è e quello
dovrebbe essere. Quindi le federazioni sportive dovrebbero omologarsi per evitare fatti che creano dubbi e
preconcetti. Invece proprio in questo caso non è successo. Per l’AIBA, Federazione Internazionale della
Boxe amatoriale, Imane Khelif è un “atleta uomo” e non può gareggiare ai Mondiali femminili di Boxe. Per il
CIO, Comitato Olimpico Internazionale, invece un “atleta donna” e può gareggiare alle Olimpiadi tra le
donne. Applicano parametri diversi relativi al livello di testosterone. Chi ha ragione scientificamente? Boh.
A me pare una questione tutta politica, altro che scientifica. L’AIBA aveva un presidente russo (amico di
Putin) che pare abbia deciso di sua sponte nel 2023 (guarda un po') la squalifica di Imane Khelif dai
Mondiali ed è accusato di pratiche corruttive. Non proprio una garanzia di serietà e imparzialità. Il CIO che
già nel 2019 aveva sospeso l’AIBA, ha deciso solo nel 2023 di destituirla nell’organizzazione del torneo di
Box Olimpico con un tempismo pure questo sospetto. Lo fa, tra l’altro, usando quei parametri diversi che
fanno ammettere la Khelif ma enfatizzando questa scelta come una scelta dettata dalla scienza ma anche in
virtù dei valori di inclusione che il CIO rappresenta (quindi pure loro ci mettono il carico per politicizzare il
fatto). In mezzo ovviamente le atlete, soprattutto Angela Carini che in realtà fa quello che deve fare. Sa
della questione e forse non le piace l’ammissione di Imane Khekif ma va sul ring perché lo deve al padre
morto e perché le regole si rispettano. Prende due botte che le fanno molto male e razionalmente decide
che non è il caso di continuare. Ritiene di ci siano troppi rischi perché a suo dire il rapporto di forze è
spropositato. Nel pugilato si può fare e non è segno di vigliaccheria anzi di saggezza. Piange e si arrabbia ma
non dice una parola scomposta contro Imane Khelif. Diventa, senza chiederlo, una paladina di tutta destra
che, state certi, se la scorderà in poche ore. Contestualmente per tutta la sinistra diventa invece
un’omofoba, una cretina che si è fatta strumentalizzare anzi una vigliacca (ma che non lo sa che la boxe fa
male? Dice una ex carica istituzionale nota resistente alle sofferenze della vita). Peccato per le donne della
boxe che hanno fatto un miracolo in pochi anni trasformando uno sport maschile e maschilista in uno sport
anche femminile di altissimo livello tecnico. Assolutamente logico che pretendano regole per tutelare la
loro salute e parità di possibilità nelle competizioni. Nessuno però le celebra le donne boxer perchè oggi va
di moda solo il calcio femminile. Invece le impalano sull’altare delle guerre ideologiche.


