Il tempo di morire, intorno alla scomparsa di Massimo Zichi

Il tempo di morire, intorno alla scomparsa di Massimo Zichi

26 Settembre 2024 1 Di Nayeli ceccano

 

Massimo Zichi era un galantuomo, uno per bene, che ha fatto del bene e per gli altri si è impegnato. Credeva nella lealtà, in ogni campo dallo sport alla vita
Massimo era generoso. Ogni tanto mi capita di scrivere su chi è andato via (lui è  scomparso ieri) e resto sempre sorpreso delle reazioni, ora su Massimo sono rimasto attento: per ciò che aveva fatto, che ha fatto, mi aspettavo 1000 e 1000 ricordi, e non solo ” mille”che sono tanti. Massimo ha cambiato il concetto di lealtà nello sport, prima di lui non c’era, Massimo ha portato la passione nello sport a fronte delle eterne guerra tra guelfi e ghibellini. La competizione per lui era, prima di tutto, riconoscimento dell’ umano dell’ avversario. Ha dato tanto, ha dato controcorrente, non tifava ma “sosteneva”, non “invadeva” il campo ma raccoglieva le risorse per il campo. Non premiava chi aveva vinto, il cui premio era la vittoria, ma chi aveva giocato al suo meglio rispettando le regole e l’ avversario.
Per questo mi aspettavo tanto, mi aspettavo il senso dei mondi che ha attraversato come sentiti
Ma certo il tempo nuovo dello sport, ma anche di altro, tende a sentirsi senza padre, a ignorare il padre .
Quando hai un tempo ampio quelli intorno sono andati via, quelli che restano non hanno memoria.
Massimo ho scritto questo secondo pezzo perché so che avresti apprezzato ragionare sulle cose, perché tu avevi il pregio di pensare e di pensare avanti