Festival dell’architettura a Latina tra linea e curva, l’esperienza di Guercio e Rosolini che ci umanizza
18 Ottobre 2024Ma l’impresa eccezionale, dammi rettaÈ essere normale
Lucio Dalla, Disperato erotico stomp
Latina si appresta a fare tentativi di essere normale. Già normale, che qui è impresa eccezionale per dirla alla Lucio Dalla. Faranno, a Latina, un festival dell’ architettura entro Natale.
Parleranno di ragione, di razionalismo e parlare è sempre un bene.
Ma qui non è difficile parlare di case, di spazio, di ragione è, invece, difficile parlare di quella cosa che è l’ umanità. Difficile parlare di chi sta dentro gli edifici.
A Latina manca la “curva”, manca l’ arco, manca la cupola, manca il cerchio, manca la ruota. La ricerca della ruota è per noi come la ricerca di un nostro santo Graal.
Da un punto ad un altro per noi la distanza più breve è la retta, per il rinascimento italiano, mediterraneo, è l’ arabesco.
A Latina, alle ferriere, fondemmo le centine per fare la cupola di San Pietro, nulla di dritto. Qui la quercia era l’ albero del posto, ci sono ancora località che si chiamano “cercia”, piante non quadro e squadro ma di sofferta figura. Ma tutto cancellato in nome della linea
Insomma sarebbe bello parlare, non di non contraddizione del razionalismo, ma di metterlo in dialettica con lo spirito primogenito, dei luoghi.
Non sostituire, ma sedimentare.
Un esempio? L’ evoluzione umano-culturale di due fini intellettuali cittadini che sono passati dalla linea alla curva. Il primo è Massimo Rosolini di cultura liberalsocialista, quindi delle curve del pensiero umano della giustizia nella libertà, nelle città di Italo Calvino così umane e piene di curve e anime che passa a definire gli spazi razionalista “in linea” e si fa osservatore attento della città lineare delle sue ritte prospettive.
Dall’ altro il suo collega a destra Maurizio Guercio che sta nella linea, che nasce nella linea, di Littoria ma poi introduce pragmaticamente le rotonde stradali che rompono i 90 gradi degli incroci. Entrambi assessori dentro la giunta di Vincenzo Zaccheo.
Da queste due figure, quindi umanizzando, si potrebbe aprire un confronto. Partendo dalle curve che prevedeva l’ architetto Stirling per la sua biblioteca commissionata e mai realizzata dal sindaco democristiano Nino Corona. Portate un dibattito anonimo ad un fiero scontro tra guelfi e ghibellini che ci farebbe tanto italiani. Ma tempo che parleremo di quinte, di quarte come se fossimo un cambio di automobili negando l’ essenza di trovare sintesi nuove.
Ho cercato di metterci dentro uomini in questo “spunto” perché resta quello che conta, serve rumore, jazz e non riti sempre uguali alla banalità incapace di ridere di se stessa
Nella foto il progetto, con curve, della biblioteca Stirling di Latina


