Dalla palude alle casette “di cemento grattugiato”: asfissia di Latina

Dalla palude alle casette “di cemento grattugiato”: asfissia di Latina

21 Ottobre 2024 1 Di Lidano Grassucci

Il mio “ministro” degli esteri, Maurizio Guercio, è andato in “gita” o “visita ufficiale” a Rocca Massima in una domenica post tempestosa: “Lidano, da lì ho guardato la pianura è tutto costruito, antropizzato”. Tutto costruito che non c’è spazio neanche per respirare e invece c’è ancora chi pensa a costruire di più a fare nuovi piani di edificazione a Latina, cuore di questo piano.

Abbiamo un patrimonio costruito e inutilizzato enorme. Solo l’Inps possiede, nel solo capoluogo, 400 appartamenti di cui 300 inutilizzati. Ci sono centinaia di capannoni industriali dismessi o mai utilizzati. Il centro storico è caratterizzato da edifici vuoti e la popolazione è in regressione e non in aumento, i bimbi non nascono più. Stiamo continuando, tra bonifiche mitizzare e manie di grandezza industrialiste ,”il secolo breve” facendolo diventare infinito con il suo mito della crescita indefinita. Serve riruralizzare la piana, serve rinaturalizzare la città. Il simbolo di questa città non è la torre civica con la scritta “già palude”, ma la centrale nucleare con la scritta “la città che visse solo una volta”.

Dobbiamo piantare ulivi e querce e non fare casette sulla piana distribuite come si mette il grana sugli spaghetti.
Dall’ alto di Rocca massima si vede come è ridotta al minimo quella che fu una orgogliosa palude ed ora è un albergo a ore di una triste periferia romana.

 

Foto: la piana pontina vista da Rocca massima, foto Maurizio Guercio