Immigrati e Albania, e neanche stavolta spezzeremo le reni alla Grecia
23 Ottobre 2024Non amo i giudici, chi giudica gli altri non mi piace. Non amo neanche i luoghi dove chiudere le persone, aborro anche il trasportino per il micio. Ma mi rendo conto che anche gli antipatici miei hanno una funzione per tutti. Vedete vengo dalla macchia, la selva che stava all’ infinito qui. Goethe diceva che la mia terra era la più selvaggia d’Europa. Quindi quando leggo di liti tra giudici che giudicano oltre e un governo che “esporta le galere” , resto basito. Due soluzioni fatte per correre contro, non per dire come. Siamo un paese che invecchia, siamo senza bambini, ogni giorno più soli. Ci sono giudici che da “applicatori” di leggi sono passati a sacerdoti della morale, dei Torquemada della vita. La politica è diventata scorciatoia non per le soluzioni ma per le battute: un avanspettacolo e i giudici dei sacerdoti di messe cantate dove i fedeli possono recitare solo il mea culpa.
Non abbiamo fatto nulla per tutto questo. Dovremmo dire che la massa di immigrati di cui facciamo statistica in gran parte va via, altrove, che le sentenze non possono regolare la sfera autonoma della politica che non si occupa di morale (Machiavelli va letto) ma della vita vivibile. La vita non è una battuta di sette secondi al Tg distribuita a tutti eguale. Con chi sto? Con una magistratura che dovrebbe fare sentenze sulla legge e non geopolitica, o pedagogia e una politica che deve avere la Forza di scegliere anche se si è impopolari e non esportare i problemi.
Dall’ Albania volevano spezzare le reni alla Grecia… Da lì non partiamo per destini fortunati


