Se la Fondazione del centenario di Latina reclamasse i 2300 anni dell’Appia?
2 Novembre 2024A Latina cerchiamo strade nuove, metropolitane senza essere stati neanche una metropoli in sedicesimi, senza essere urbanizzati. Ma non conosciamo le strade vecchie, tanto che dall’Unesco ci hanno detto che “l’Appia è patrimonio dell’umanità, ma voi no, voi non siete del patrimonio”.
Noi ?
Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunaleVengo anch’io? No, tu noPer vedere come stanno le bestie ferociE gridare: “Aiuto, aiuto è scappato il leone!”E vedere di nascosto l’effetto che fa
E vengo anch’io? (No, tu no!)Vengo anch’io? (No, tu no!)E vengo anch’io? (No, tu no!)Ma perché? (Perché no!)
Enzo Iannacci, no tu no
Non ci vogliono, non ci hanno voluti. Perchè? Perchè siamo anonimi, non abbiamo la capacità di raccontarci e affabulare gli ascoltatori, gli astanti ma anche… dell’Appia da noi non si è mai parlato, l’abbiamo cancellata noi e quelli dell’Unesco hanno registrato il rigetto.
C’è una opportunità: la neo Fondazione per il centenario di Latina si intesti come prima battaglia di “farci rientrare nell’Appia”. Un obiettivo culturale, chiedere che i nostri 100 anni di storie rientrino, siano compresi negli oltre 2000 della strada. D’improvviso avremmo l’età del mondo in cui viviamo a cui abbiamo affiancato i nostri cento.
Come quando, nel Risorgimento, reclamavamo Roma capitale d’Italia. Fare dell’Appia il nuovo marchio identificativo della nostra comunità.
Oggi abbiamo per simbolo una torre, la torre serve ad avvistare nemici di cui abbiamo paura, mettiamoci una strada da cui vengono mondi nuovi, da cui è venuto San Paolo mica uno “micio, micio, bau, bau”. Il padre della Chiesa e poco più in là c’è morto San Tommaso che pure lui di cose di Dio se ne intendeva. Altro che poderi, fosselle e architetture quadro e squadro.
Sarebbe bello cominciare la festa per un centenario portando a patrimonio due millenni e oltre


