Alighiero Boetti e la folgorazione dell’Opera postale

Alighiero Boetti e la folgorazione dell’Opera postale

5 Novembre 2024 0 Di Maria Corsetti

Si guarda un’opera d’arte perché piace o perché potrebbe piacere, suscitare, smovere, emozionare. Sarebbe da chiedersi se l’opera d’arte è un piacere naturale e necessario. E se è necessario ancora prima che naturale. Quanto aiuta a percorre la vita la sensazione di appagamento suscitata da un’opera d’arte? Si potrebbe passare dalla filosofia alla biologia e via via scomodare tutte le scienze per definire la necessità di un’opera d’arte.

Capita anche che meno se ne sa e più si rischia di rimanerne folgorati, con quella ingenuità e diffidenza con la quale ci si approccia a un gusto nuovo, a un sentimento nuovo. Alighiero Boetti lo si può ammirare in tanti musei nel mondo e trarne le proprie conclusioni. L’impressione di fronte a l’Opera postale (De bouche à oreille), è quella del necessario che mancava, di un ponte da percorrere per entrare in sintonia con l’artista e rimanerci per sempre.  Occorre essere presi per mano almeno i minuti necessari per orientare la vista, il resto è folgorazione. È lo straordinario di una serie di sequenze che non sono seconde alla bellezza delle sequenze in natura (no, i numeri di Fibonacci non c’entrano nulla), è armonia che attira a sé nei mille cunicoli di un’arte moltiplicata nel particolare.

L’opera è ospitata, fino al 15 febbraio 2025, nel Salone d’Onore dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma nell’ambito della mostra Alighiero e Boetti. Raddoppiare dimezzando

 

Dalla nota stampa

Dal 30 ottobre 2024 al 15 febbraio 2025, l’Accademia Nazionale di San Luca presenta la mostra Alighiero e Boetti. Raddoppiare dimezzando, curata da Marco Tirelli e concepita insieme a Caterina Boetti, presidente della Fondazione Alighiero e Boetti.

La mostra è realizzata sotto l’­Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Per il trentennale della scomparsa di Alighiero Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994), nel Salone d’Onore, nella Sala bianca e nel porticato borrominiano di Palazzo Carpegna, verrà esposto un nucleo selezionato di opere intorno ai temi del doppio e della proliferazione dall’uno al molteplice, propri della ricerca dell’artista.

La mostra propone un percorso inusuale del suo lavoro, nei suoi aspetti più rigorosi e concettuali nonché immaginifici.

Come sottolinea Marco Tirelli, curatore della mostra: «Un artista come Alighiero ha fondato una nuova e inaudita idea del classico, in cui il rigore, la norma, i modelli e le regole fossero sempre instabili, autogeneranti e proliferanti, sia pure nella loro fissità di oggetti immobili. Nessuna opera di Alighiero si esaurisce in sé stessa, nel suo corpo fisico o nella data in cui è stata realizzata, ma apre sempre a nuovo senso, ad altro da sé. Le sue opere sono proteiformi, si trasformano sotto il nostro sguardo. Inquietano e rassicurano allo stesso tempo».

Il Salone d’Onore, riconfigurato per l’occasione da un’importante struttura allestitiva, ospita l’Opera postale (De bouche à oreille), lavoro di dimensioni colossali, creato nel 1992-93, un anno prima della morte dell’artista. Esposta raramente, l’opera costituisce una summa del suo lavoro precedente che “rimette al mondo” i passaggi più alti della sua ricerca. Realizzata con la collaborazione delle Poste francesi, de Le Magasin – Centre National d’Art Contemporain di Grenoble e del Musée de la Poste, la composizione si articola in 11 serie, ognuna delle quali formata da due elementi: le buste e i disegni (506 buste affrancate e timbrate e 506 disegni a tecnica mista).

Nella Sala bianca (di fronte al Salone d’Onore) sono presentati i famosissimi Gemelli (1968),  fotomontaggio fotografico eseguito da Mario Ponsetti su indicazione dell’artista; Storia naturale della moltiplicazione (1974-1975), un grande polittico formato da 11 carte quadrettate; Io che prendo il sole a Torino il 19 gennaio 1969 (1992), installazione in cui l’artista si autorappresenta insieme a una farfalla cavolaia, allusione all’Io che supera il limite corporeo.

 

Nel porticato borrominiano il visitatore è accolto dal bronzo Autoritratto (1993), un’opera che ben esemplifica il processo di trasmutazione della materia in spirito, pensiero, immaginazione.

La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Alighiero e Boetti

Mercoledì 18 dicembre 2024, l’Accademia, in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica, organizzerà un convegno internazionale sull’attualità della figura di Alighiero Boetti.

Curatore: Marco Tirelli

Ideazione: Marco Tirelli e Caterina Boetti

La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Alighiero e Boetti

Sede: Accademia Nazionale di San Luca, Palazzo Carpegna, piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma

Apertura al pubblico: 30 ottobre 2024 – 15 febbraio 2025

Orari: dal martedì al venerdì, dalle ore 15.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30). Il sabato dalle ore 10.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30).

Aperture straordinarie: 22 dicembre e 29 dicembre 2024, ore 10.00-19.00 (ultimo ingresso 18.30)

Chiuso la domenica e il lunedì | chiuso 24-25-26 dicembre 2024, 1° gennaio 2025

Ingresso gratuito