Francesco e Emma, l’umanità di essere papa e quella di essere libera: il Papa visita la Bonino malata
5 Novembre 2024Papa Francesco va a casa di Emma Bonino. Il capo dei preti e dei cattolici del mondo va a fare visita al capo dei radicali, risorgimentali, giacobini, anticlericali italiani.
I tradizionalisti (poverini) leggono lo scandalo. Quando scrivo tradizionalisti intendo i puri di ogni risma.
Invece il Papa di Roma, il ponte tra noi e Dio, va da una senza Dio. Ci va, non per convertirla, ma per “visitate gli ammalati”. Ci va per dire che quando siamo vicini nella fine comunque sia stato l’ inizio e il resto del cammino, abbiamo bisogno di conforto del vicino senza chiedere come prega o come bestemmia.
Il Papa non cambia il suo rigore in questa visita, la Bonino men che meno ma sono umani e stanno condividendo la medesima terra, lo stesso tempo.
Sapete che sono giacobino, anticlericale, socialista ma questo non mi impedisce, nei giorni tristi, di trovarmi a invocare la madre celeste come mi ha insegnato nonna nelle notti buie d’inverno ed ero bambino.
Lo faccio senza rinnegare il coltello che mi ha dato nonno da usare contro il torto anche contro i preti se si facevano re.
Siamo umani e non coerenti, e non possiamo neanche essere assenti. La Bonino crede nelle libertà individuali, il Papa guida umani greggi, testimonia un collettivo di 2000 anni. Distanze siderali: hula Bonino è per l’ aborto, che per il Papa è omicidio ma… Sono nato sotto un Papa montanaro di Bergamo, Giovanni XXIII, che fece distinzione tra l’ errore e l’ errante. Il primo va condannato, il secondo umanamente considerato. Ci sono Papi che si sono fatti re e Papi che, umili, sono rimasti preti. Sarà un caso ma Papa Francesco viene dalle montagne di Piemonte anche se spostate in Argentina, alla fine del mondo. Cresciuto la una nonna che lo amava in piemontese.
Le montagne ti portano a capire che hai bisogno dell’ altro e lui di te .
Mio nonno comunista al suo finire fu visitato dal prete, non andava a messa, pensava che anche i preti dovessero lavorare. Eppure si fece salutare da quell’ uomo vestito di nero che era la sua radice, fermo restando di che la bella chioma della sua vita restava il Sol dell’ Avvenire
Quando muoio io non voglio né preti né Cristi ma la bandiera rossa dei socialisti, ma se un prete mi venisse a trovare poco prima della mia assenza, gli offrirei un’ anisetta in un piccolo bicchiere brindando alla salute di essere stati umani.
La vita è bella per questo, perché ci contraddiciamo. Nonna mi insegnò la Fede, me la mise dentro per essere grato del creato, nonno mi insegnò la Giustizia e me la regalò per essere libero.
Il resto? Un’ anisetta, maledetto di un oste della malora e per quel pretaccio pago io.
Un prete è un uomo, un mangiapreti è un uomo e forse Dio è un uomo, o una donna?


