I cento anni della Latina degli uomini e i mille e mille anni di maghi e poeti nell’amore di Circe: una lettura esotica

I cento anni della Latina degli uomini e i mille e mille anni di maghi e poeti nell’amore di Circe: una lettura esotica

10 Novembre 2024 0 Di Lidano Grassucci

Mi trovo in una esoterica segnalazione di lettura della Storia. Se le cose del mondo avessero arcane strade interrotte da congiure basse?

Se ci fosse una età dei maghi, di Merlino, prima della età degli uomini?

La suggestione mi viene da un cartone animato della Walt Disney, La Spada nella Roccia. Merlino alla fine della storia si prende la pensione e va ad Honolulu che non è più tempo di maghi.

Ma qui, qui da noi questo tempo dei maghi c’è stato? Beh, certo che in un posto dove qualcuno lascia un segno sulla roccia, l’ uomo a phi e i graffiti dell’ Arnaldo del Bufalo a Sezze, e lo fa disegnando se stesso, un posto dove i Neanderthal hanno messo su casa al Circeo come a villeggiare e lì una donna per amore fa non attecchire l’umano ma solo bestie da foresta.

C’è stato un tempo non di maghi, ma di maghe che segna questo posto. Un posto dove la Maga Circe faceva diventare gli uomini bestie se si avvicinavano. Tutti tranne uno, Ulisse. Una storia che, come l’ uomo si rappresenta nella roccia, la Maga si fa roccia, montagna, promontorio e si corica per un sonno lungo il tempo degli uomini ma breve nel tempo dei maghi e della magia.

Non a caso su quella roccia, sul promontorio, poi attecchiscono uomini, templari, e prima ancora giganti con mura fatte da Ciclopi che poi trovi a Sezze, a Norma, a Cori, a Segni…

E’ palese che qui c’è l’ arcano, c’è la ragione per cui nessuno può scrivere la storia umana, perché non ci appartiene.  Della Circe infatti “parla ” un poeta Omero, un esoterico della parola, uno che non raccoglie prove, le sente dentro. Poi un altro poeta, Virgilio, poco lontano fa sbarcare Enea  da queste parti e apre la strada agli americani che verranno dopo ma nel medesimo posto. Americani che non vanno a prendere Roma ma si fermano qui, in questo mondo sospeso tra maghi, Storia e poesia.

Casi della vita, casi della storia, casi del fato

Un fato qui affollato, un fato che vede questa necessità di amare nella difficoltà dell’amore che sta in Camilla la Regina e Utente il suo Ulisse ma in un amore al contrario o, in Santa Maria Goretti che difende la virtù a pochi metri dal tempiio della Madre, la Mater Matuta, un caso?

Casi? E tutti qui sono questi casi? Esiste una storia dove ogni cosa torna se la metti nel tempo dei maghi. Perché fanno una città senza mura nel posto della città con le mura dei ciclopi? Sapevano e non osavano. Norma sta davanti, sopra Latina, ci vanno a lanciarsi ora per il volo, ma lì volava la possibilità di un altro modo di leggere il mondo.

Qui le città muoiono e nascono, come fossero bambini figli di maghe ed eroi, miti scolpito nella roccia. Graffiate, nella roccia. E dio lascia un segno a San Paolo, a San Tommaso, alla vita nuova e quando la Chiesa deve andare a riprendere la terra santa lo fa da Terracina, i papi li eleggeva Ninfa, come Alessandro III, o erano di qui come Leone XIII. Casi? Troppi laghi per essere casi. I laghi non sono il viaggio, il percorso con i suoi venti, ma sono la porta del viaggiatore di anime altrove: Stargate tra il mondo degli uomini e il mondo dei maghi. Un uomo fatto a lettera greca, quella phi di filosofia, di fede, di follia, di fascino che un uomo cade per sempre nell’ amore della bellezza. Forse se recuperiamo questa storia ritroviamo le radici di un posto di ciclopi, maghe, santi e la palude è donna inviolabile, divinità forte che abbraccia gli uomini con le sue radici e ti resta attaccata . Dicono che qui ti innamori per sempre.