Il quadro che manca alla sala consiliare del Comune di Latina
10 Novembre 2024Entro nell’ aula consiliare del Comune di Latina a palazzo civico. È un rettangolo, tutto spigoli. Le pareti sono anche loro segnate da figure geometriche, senza mai curve. Penso alle mie chiese con cupole e altari, contornate di cilindriche candele, di luci verso il cielo, di muri segnati dal fumo.
Manca qualcosa? Manca una cosa, manca. Lo cerco in tutto il salone: non c’è figura umana, non ci sono dipinti. Un luogo dove ci siamo dimenticati, tutti noi, di metterci noi. Noi che non siamo colore, spazio, figura geometrica. Non ci siamo né in vero né in allegoria, né in spirito vivente, o memoria di morti. Eppure siamo nel paese del Rinascimento, di immensi affreschi di fedi, signorie, libertà e paure, battaglie, umanesimo e Risorgimento. Niente, non c’è niente. Una Monna Lisa, un san Michele che uccide il drago, un riscatto delle plebi o … Fate voi. Servirebbe una foto dipinta di questo mondo così fermo che un poco di colore darebbe una mano. E non è questione ideale, di parte, 20 metri da li in sala consiglio della Provincia ci sono i dipinti del Cambellotti, Redenzione dell’ agro. Qui no, qui in Comune non ci abbiamo pensato a mettere un segno visibile di noi. Noi uomini che di qui siamo passati. La sala è troppo pulita, troppo perfetta, pare che qui le parole siano polvere che sporca non canto che sottolinea. Che volto ha Latina? Di una bambina che gioca nelle scoline a piedi nudi e di lontano vede uomini stanchi mietere il grano o uno che come Oliver Twist con i pantaloni alla zuava intento a catturare le rane, e un uomo a cavallo con un lungo bastone cerca vacche che si fanno il bagno. Sarebbe bello vedere maestre con cappelli e penne rosse che spiegano lo spirito di questa nostra gente, la sua saggezza nel prendere con la libertà la fine del bisogno e indicano i dipinti
Ecco che mancano, le figure, i quadri, gli affreschi a immortalare il senso di sentirsi in Comune . A Milano, in sala consiglio, tengono Sant’ Ambrogio a cavallo, a Roma tengono statue della loro grandezza A Sezze c’è il dipinto di Pio Valeriani sulla morte di Luigi Di Rosa per mano fascista. Insomma quelle sale parlano delle citta’ che rappresentano (letteralmente) a Latina restano silenti.
Direte, ma di tanti cose guardi queste cose? Il mondo è piccole cose che diventano grandi come il mondo.
Una bimba a piedi nudi nelle scoline, sarebbe bello.


