E il lago di Fogliano soffoca ancora
11 Novembre 2024Foce del duca nel lungomare di Latina è ancora “tappata”, ancora il lago di Fogliano non respira, quindi sta morendo. La politica cittadina si occupa di altro la parola cultura ha un livello di inflazione superiore a quello in corso in Argentina. Tutti parlano di libri, di spazi ma la cultura è lettura delle cose e un lago che muore è come la cappella Sistina che scolorisce, un Caravaggio che perde i suoi neri, un sacco di Burri attaccato dalle tarme. Una città è se stessa se si conosce
Abbiamo, insieme a Maurizio Guercio avviato una raccolta di firme per il lago, un comportamento civile ma anomalo davanti al rischio di perdere l’ identità profonda della città. Il lago con i suoi annessi è la protolatina che se non torna ad essere Latina questa non avrà mai l’identità, sarà idroponica. Un lago non è uno scherzo, un angolo dimenticato. Il Tevere è Roma, la Senna è Parigi, Ginevra da il suo nome al lago. Fogliano è un mare che non è mare, è un luogo in cui respirare se ancora non sai nuotare, è un ammortizzatore di acqua per una città che non è Genova attaccata al mare. Difendiamo il nostro lago salveremo la città, la cultura e’ questo sapere da dove si viene, non parlare qua e la. Prendete una ruspa, ordinategli di stappare il lago e farete cosa buona per mostrare alle gente che tenete a questo posto
Con la bandiera logorata vincemmo una battaglia, ora vogliamo vincere una guerra, quella per non morire di banalità. Basta stappare un lago, che ci vo.



Basterebbe ridarlo ai privati com’era
Caro Dottore Grassucci, detto alla siciliana, Lei scrive sempre cose giuste,vere, Lei scrive di argomenti che toccano il cuore di persone che sono nate in questi luoghi e hanno scelto di rimanere piuttosto che andare altrove a fare carriere brillanti, scrive a persone che da adolescenti vedevano latina la città più bella del mondo, il Circeo le isole i monti Lepini, Roma dietro l’angolo… scrive a persone che hanno puntato su questa città tutto quello che avevano. Questi ragazzi che oggi sono uomini che si avviano alla terza età, non ho detto pensione! Che non la avremo mai!, vanno a fare una passeggiata a Rio merdino(sì ha letto bene) così mio zio Marcello lo chiamava quando veniva al mare da Firenze, e lui ricambiava ospitandoci in un casale nel cuore del Gallo nero a Pontassieve. Questi ragazzi oggi passano davanti al 14 piani Key,ai giardinetti pubblici, vanno al mare al lido, vanno in centro al cinema e ancora cose che non sto a scrivere ma cosa pensano di questa città? Glielo dico io:” ma chi caxxo me lo ha fatto fare”. Grazie per ciò che scrive e soprattutto per come lo scrive perché almeno Lei riesce ad arrivare dentro gli animi di chi è deluso, amareggiato, incazzato ma ciò che sarebbe bello è che arrivasse al cervello di chi per anni ci ha governato infischiandosene del futuro di chi ha puntato tutto ciò che di prezioso aveva. Saluti Roberto Cafiero