Matteotti e la solitudine antifascista dei socialisti

Matteotti e la solitudine antifascista dei socialisti

20 Novembre 2024 1 Di Lidano Grassucci

Sarebbe stata bella la verità, oggi in TV in tanti urlano nei talk show pagati per intrattenere di pericoli fascisti, di cattivi tra noi. La storia se non la si conosce si è destinata a riviverla. Sono invitato da Antonio Melis, segretario provinciale del Psi siamo al centro civico di Sermoneta,alla presentazione del libro di Riccardo Nencini, Muoio per te. l’amministrazione è rappresentata da Pierluigi Torelli, presidente del consiglio, e c’è Gianfranco Schietroma segretario regionale del Psi.

L’incontro è stato organizzato da Melis e da Luana Campagna, consigliere comunale di Sermoneta era presente il consigliere Mauro Mariotti

Un romanzo in ricordo di Giacomo Matteotti il segretario del Partito socialista unitario assassinato dai fascisti su ordine di Mussolini. Ne parliamo tra socialisti, parliamo di noi. 100 anni fa l’ omicidio, violento, vile . Oggi gli eredi dei comunisti esaltano Matteotti, omettendo con cura scientifica di dire che era socialista, socialista riformista
Nencini premette un aneddoti su sua nonna, crocerossina di Turati, che gli raccontava che noi, noi socialisti, siamo stati traditi due volte: dai fascisti e dai comunisti.
Nencini stesso non credeva all’ assunto poi nello scrivere il romanzo ha trovato “riscontro” . Matteotti parla in difesa della libertà di voto e di difesa del parlamento ma non trova dietro di sé i comunisti, che al parlamento preferivano i soviet, che avevano ordine da Mosca di non “usare l’ omicidio Matteotti contro il regime”.
Socialismo, parlamento, libertà vocaboli che nelle nascenti esperienze totalitarie non erano previste, ma erano e sono il sale, la ragione, della fede socialista, socialista democratica
Oggi a sinistra (si avete capito bene, quelli che si definiscono ogni cosa ma mai socialisti) si riscrivono la storia e Matteotti è eroe, ma non socialista, e dimenticano che Gramsci alla sua morte scrisse “è morto il pellegrino del nulla”.
Definirono i socialisti, Matteotti ma anche Turati, social fascisti, i due che più degli altri avvertirono sulla loro pelle il pericolo del fascismo.
Così va la storia per chi, i totalitarismi, la storia la riscrivono
Il romanzo di Nencini ha alle spalle una rigorosa ricerca storica sui documenti, racconta le figure femminili, prima tra tutte Velia la moglie di Matteotti.
Serve? Sì, molto. Non a noi socialisti per sentirci, quello che siamo, quelli che avevano ragione a pensare che fascismo, nazismo e comunismo sovietico erano i nemici da combattere.
Nencini ricorda che ad ogni presentazione a questo punto, quando si parla dei comunisti e di Gramsci in due tre escono schifati, come un altro paio escono quando ricordi il voto a favore della legge a Acerbo dai popolari di De Gasperi e dell’ esilio in Inghilterra di Don Sturzo, antifascista tutto di un pezzo.
Ecco, lo ricordiamo: i socialisti amano la libertà e nessuna religione, utopia, cancella questo amore. Gli altri? Cattolici e comunisti al massimo usano la democrazia e non conoscono la libertà per obbedire a disegni della storia o della salvezza.

Riccardo Nencini

,Muoio per te

Mondadori