Argia Pozzana, lo Stargate tra città e campagna
20 Novembre 2024Argia Pozzana è morta, aveva 81 anni. Una signora minuta che gestiva un negozio di giocattoli in piazza San Marco e prima lì c’era un “regno della bicicletta”. Scoprii li le tip top per riparare le camere d’ aria delle bici quando le bici erano monopolio dei coloni e quelli di Latina le snobbavano con arroganza del niente. Io era, oltre che setino di sangue e di cultura, cispadano per via materna. Argia era diversa dalle donne dei poderi e della città, era di una dolcezza rara. Non faceva rumore come non lo fanno le biciclette. Poi i suoi giocattoli, ci passavo da bimbo erano bellissimi. Erano i giocattoli prima dei giocattoli made in china, unici, giocattoli per sempre.
Le biciclette erano non ufo come oggi ma eleganti come ieri. Legnano e Bianchi erano come li Isotta Fraschini, altra roba e roba con l’ anima. Quell’ angolo di Piazza e lei erano una certezza, c’erano prima e mi immaginavo ci sarebbero state anche dopo. Invece tra le epigrafi di piazza della libertà c’è la sua. Mi fermo, ora ho una età che compare spesso su queste affissioni, mi fermo e rammento lei che è un pezzo di questa città, il pezzo di una città garbata, silenziosa, dignitosa, ordinata ma non ordinaria. Ci andavo con mia nonna Gilda dai Pozzana, nonna era una donna a forma di donna, una statua direbbe Tina Pica, e provava le biciclette, capivi dalla pedalata quella che era giusta. Argia aveva un modo suo di parlare un poco aspirato, quel negozio era uno Stargate tra la città e la campagna intorno
Se ne va un mattone di una città che poteva essere e non è stato.
Le tip top le so usare


