” Kleine warek”, quando chiamavano noi italiani piccoli porci. Non possiamo essere razzisti. Nota a Valletta

” Kleine warek”, quando chiamavano noi italiani piccoli porci. Non possiamo essere razzisti. Nota a Valletta

23 Novembre 2024 1 Di Lidano Grassucci

 

Io non domando a che razza appartenga un uomo, basta che sia un essere umano. Nessuno può essere qualcosa di peggio

 Mark Twain

 

Dedicato a Vincenzo Valletta, capogruppo della Lega in consiglio comunale, e alle sue nostalgie. Questo mondo è la casa di tutti.

 

Belgio 1957. Qui, con mia sorella Filomena, era il periodo in cui eravamo chiamati ” Kleine warek”( piccoli maiali) dai Belgi.

Questa foto, con la didascalia,  l’ ha pubblicata Antonio Danieli mio concittadino setino (e’ stata pubblicata nella pagina di Fb Si dice a Sezze). Antonio è nella foto con la sorella Filomena una delle donne che ama di più Sezze, la famiglia Danieli era emigrata in Belgio e mi vanto di essere suo amico.

Riporto queste parole e la foto per dire ai razzisti di oggi, ai nostalgici, agli ignoranti che anche altri volevano aiutarci a casa nostra facendoci spalare carbone a casa loro.

Ci chiamavano kleine warek (piccoli maiali) in fiammingo. Noi, noi italiani, non possiamo dirci razzisti, noi no non possiamo umiliare, noi che siamo stati umiliati

Nei negozi svizzeri c’era scritto vietato agli animali e agli italiani.

Un giudice americano doveva giudicare uno stupro ai danni di una italiana, negli stati uniti esisteva l’aggravante raziale se un uomo di colore violentava una donna bianca. Ebbene il giudice non applicò l’aggravante perchè gli “italiani erano negri”. 

Mussolini? Fece cose buone: dichiarò guerra a 40 paesi diversi, fece morire 400 mila soldati italiani e 150 mila civili italiani e si macchiò dell’infamia delle leggi razziali, diede ordine di assassinare i suoi avversari tra cui Giacomo Matteotti. Scappò vestito da tedesco vilmente nascondendosi tra i soldati di Hitler in ritirata.

Non era una brava persona.