Latina brutta, il festival e la sua incredibile comodità
16 Dicembre 2024Ho partecipato ad un confronto sulla architettura di Latina nell’ambito del relativo festival su invito, cortese, di Gianluca Campagna. Vi dico che l’ invito mi ha sorpreso essendo io figlio della presenza in città di “etnie” eterodosse: sono nazionalista setino e anche, paradossalmente,di sangue cispadano. Sono una sorta di gatto-cane, di mangusta-cobra. Un mostro da bestiario .
Ho sentito gli interventi precedenti e anche il pentimento di Giordano Bruno Guerri rispetto alla sua esternazione su Latina brutta. Tutti dicono di bellezza che, oggettivamente, non ci sono. Ma ero stato giovedì a Roma che bella ci si può dire ma ero stato dentro una impossibilità quasi assoluta di muovermi. Quindi? Ho detto la verità: Latina è brutta ma … È comoda e non mi pare poco. Se spostiamo il confronto sul piano della comodità usciamo dalla dittatura estetica che ci schiaccia agli anni bui del ‘900. Ci emancipano dall’ esperimento totalitaristico del ‘900 quello dei gulag, dei campi di sterminio, della guerra mondiale, delle razze creato dal mite Giovanni Gentile che portava tutto nello Stato e nello stato nuovo. Bella significa funzionale al progetto inumano di uomo nuovo, comoda significa nei bisogni della gente, dell’ uomo così come è. Supera la narrazione di Cambellotti nel dipinto che sta in aula consiliare della provincia in piazza della libertà “la Redenzione dell’Agro”. Li c’è la guerra tra uomini nuovi, i militi, e gli uomini vecchi, i butteri. Comoda significa che c’è spazio per un ordine disordinato e non di un perfetto paradiso inumano.
Ho detto che vanno tutelate le differenze a cominciare dalle lingue. Dante diceva della terra dove suona il sì, io rivendico quella dove impera lo “MBE”, il “te ghe ditto ben” che fanno a gara ad una nuova bellezza mischiandosi ma ciascuno rimanendo sé stesso. Come fecero mamma e papà mio, che si ostinavamo ad essere unici ma insieme. Ho detto delle mura che la città non ha fisiche ma culturali e sociali si ma di un centro cittadino così chiuso da essere fermo al 1932 eterno
Latina ha un lago e non una scala, ha la duna e non un palazzo a forma di M. Latina ha San Tommaso e l’ abbazia di Valvisciolo, quella di Fossanova e un seminario dei gesuiti a Sezze non la caserma della milizia. Ha i regi carabinieri e non manipoli. Questo ho detto e spero che altri dicano altrimenti perché i butteri amano l’unicità e se qualcuno dice uguale quasi quasi ci dispiace.
Latina si ama? Credo che amare non coincida con lodare ma col vivere. E non invidio i romani, men che meno i milanesi e quando cammino per strada saluti tutti quasi fossi a Sezze



Non ho ben capito cosa intende per comodità. Per cosa e soprattutto per chi è comoda Latina?