Quando ho conosciuto Babbo Natale a Latina
16 Dicembre 2024Era una Latina diversa, c’era la Standa e c’era la gente. La Standa aveva la scala mobile e già questo era tutto. La gente per strada non aveva piumini ma cappotti che erano come il cappotto cammello che De Andrè fa indossare a Don Raffae “che al maxi processo eravate il più bello”. Le signore avevano il collo di visone. Le strade allora erano per le auto e i marciapiedi per chi andava a piedi ed erano piene queste e quelle. Oggi? Le auto non ci sono più e le persone ancora meno: due tristezze in una viabilità sola.
Ma a me interessa un ricordo perché io quella volta davanti la Standa Babbo Natale l’ ho visto sul serio e mi ci sono fatto la foto insieme a mia sorella Alessandra. Mamma e papà furono ingenuamente orgogliosissimi di quella foto: era roba da signori che permettevano ai loro figli.
Io e mia sorella? Era più timore che soddisfazione, due facce perse che parevano dire: dio mio in che guaio siamo
Un flash e entrammo nella storia, una foto che ci fa consumisti per un istante. E i regali? A noi li portava la Befana e quel giorno fu solo una foto. Ero un ingenuo bambino che non chiedeva, che succedeva, come aver conosciuto di persona Babbo Natale, salvo capire chi fosse. Papà si fino una super con filtro, mamma ci proibì di comperare e eravamo arrivati lì in Vespa 150, papà alla guida, mamma seduta con le gambe di lato e mia sorella in braccio, io in piedi sul predellino: un colpo alla pedivella e poi dritti verso il buio. Ma fu bello a pensarci oggi.
Io Babbo Natale l’ ho conosciuto di persona solo che non sapevo chi fosse.


